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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1740/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di restituzione dei beni sequestrati preventivamente con decreto del 16/11/2012. Hanno dedotto: (i) mancata sussistenza del fumus commissi delicti in base a risultanze dibattimentali (deposizione della GdF e presunta non riconducibilità delle movimentazioni bancarie); (ii) illegittima protrazione temporale del sequestro (circa nove anni) con compressione del diritto di proprietà e violazione del ragionevole contenimento temporale delle misure, proponendo in alternativa la sostituzione del sequestro con fideiussione o ipoteca; (iii) in subordine, censura di incostituzionalità dell'art. 321 c.p.p. per mancanza di limiti temporali, in relazione all'art. 42 Cost.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati: ha confermato il principio per cui, dopo il rinvio a giudizio, è preclusa la riconsiderazione del fumus sulla base di atti dibattimentali ancora in corso; tuttavia ha rilevato che il Tribunale del riesame non ha motivato sulla perdurante necessità e proporzionalità del vincolo reale dopo un protrarsi pluriennale del sequestro. Per tali ragioni ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Roma — sezione per il riesame delle misure reali, perché si pronunci espressamente sui profili di necessità e proporzionalità connessi alla durata del vincolo.

Norme richiamate

  • articoli 321-322 codice penale e articolo 507 codice di procedura penale

    I ricorrenti avevano invocato tali norme nella doglianza; la Corte osserva comunque che la contestazione del fumus è preclusa dopo il decreto di rinvio a giudizio (cristallizzazione delle imputazioni)

  • art. 321 codice di procedura penale

    E' stato sollevato un profilo di costituzionalità in relazione all'art. 42 Cost.; la Corte non decide il vizio di incostituzionalità sostanzialmente, ma richiama la necessità di motivare la durata e la proporzionalità del vincolo reale

  • Sezioni Unite, sentenza n. 36959 del 24/06/2021 (c.d. Ellade)

    La Corte richiama il principio che l'applicazione di misure reali richiede motivazione specifica sulla necessità di anticipare gli effetti ablativi rispetto alla definizione del giudizio e l'osservanza del principio di proporzionalità

  • Direttiva 2014/42/UE e Regolamento (UE) 2018/1805

    Richiamate come quadro sovranazionale che impone il rispetto dei principi di necessità e proporzionalità nell'adozione di provvedimenti di congelamento/confisca

  • Giurisprudenza CEDU (es. Kosurnyikov e altri c. Ungheria, 21/01/2021)

    La Corte europea ha ritenuto illegittima la durata decennale di un sequestro per violazione del diritto di proprietà; la Cassazione la richiama per sottolineare il pregiudizio derivante da vincoli prolungati e il criterio del giusto equilibrio

Massime di principio

  • Dopo il decreto di rinvio a giudizio la valutazione sul fumus commissi delicti è in larga parte preclusa: non è possibile rimettere in discussione la sufficienza degli elementi che hanno portato al giudizio mediante allegazioni basate su un dibattimento ancora in corso
  • Il giudice che mantiene o conferma un vincolo reale deve motivare espressamente la persistente necessità e la proporzionalità della misura, soprattutto quando essa si protrae per anni; l'omessa motivazione sul punto rende illegittimo il provvedimento
  • Non esiste nel codice un termine prefissato di durata per i vincoli reali: la valutazione della durata e del suo impatto sui diritti fondamentali è rimessa al giudizio motivato del giudice, alla luce dei principi nazionali e sovranazionali (CEDU, normativa UE)
  • La protrazione eccessiva del sequestro può costituire lesione del diritto di proprietà e portare all'annullamento del provvedimento o alla sostituzione con misure meno afflittive qualora sia offerta una garanzia adeguata (fideiussione, ipoteca), e il giudice deve valutare tali proposte nell'ottica della proporzionalità
  • In analoghe fattispecie è utile richiedere al giudice del riesame una pronuncia specifica sulla attualità delle esigenze cautelari e sulla possibilità di adottare misure alternative meno gravose

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