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Sentenza

Sentenza n. 7725/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento - del decreto n. 2 dell’11.07.2024, notificato in data 17.09.2024 (doc. n. 1), emesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche, avente ad oggetto “Decreto con determinazione motivazione di conclusione positiva della conferenza di servizi decisoria, indetta con nota del 19 aprile 2024, con protocollo n. 73900, avente ad oggetto la parziale deperimetrazione del S.I.N. “Priolo”, in particolare nella parte in cui vengono rigettate e/o respinte le osservazioni inoltrate, in data 22 maggio 2024, dal Comune di Priolo Gargallo; - del D.M. n. 306 del 04.09.2024, notificato in data 17.09.2024 (doc. n. 2), mediante cui il Ministero resistente ha ridefinito il perimetro del sito di bonifica di interesse nazionale “Priolo” così come riportato nella Tavola cartografica allegata al presente decreto; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o comunque consequenziale, compresa l’istruttoria e la conferenza di servizi, ancorché non conosciuto e/o non trasmesso, inclusa tutta la documentazione espressamente richiesta con istanza di accesso agli atti ex art. 22 e ss. del 08.11.2024 (doc. n. 3).

Giustizia amministrativa202413105

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto ministeriale di parziale ridefinizione del perimetro del sito di bonifica di interesse nazionale "Priolo" e decreto di conclusione positiva della conferenza di servizi, nella parte relativa al rigetto delle osservazioni comunali

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (ministero)

La controversia

Il Comune ha impugnato il decreto n. 2 dell'11 luglio 2024, recante la conclusione positiva della conferenza di servizi decisoria sulla parziale deperimetrazione del S.I.N. "Priolo", nella parte in cui erano state respinte le osservazioni comunali, nonché il D.M. n. 306 del 4 settembre 2024, con cui era stato ridefinito il perimetro del sito. Il TAR, rilevata d'ufficio e sottoposta al contraddittorio la possibile incompetenza territoriale, ha esaminato esclusivamente la competenza, senza pronunciarsi sui motivi di legittimità degli atti. Il ricorso riguardava provvedimenti i cui effetti diretti e l'assetto di interessi erano integralmente circoscritti alla Regione Siciliana, segnatamente alla provincia di Siracusa, senza incidenza ultraregionale.

La decisione

Il TAR Lazio ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha indicato quale giudice competente il TAR Sicilia. Ha applicato l'art. 13, comma 1, c.p.a., interpretando in senso complementare i criteri della sede dell'autorità emanante e dell'efficacia spaziale dell'atto: il criterio della sede ministeriale può essere sostituito da quello dell'efficacia quando gli effetti diretti del provvedimento siano esclusivamente limitati alla circoscrizione di un diverso TAR. Poiché gli atti impugnati producevano effetti soltanto nell'area del S.I.N. "Priolo", il giudizio deve essere riassunto davanti al TAR Sicilia nel termine previsto dall'art. 15, comma 4, c.p.a. La pronuncia di incompetenza è stata resa con sentenza, trattandosi di decisione assunta all'esito del giudizio di merito in udienza pubblica e non in sede cautelare o nella camera di consiglio appositamente fissata per la competenza. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 13, commi 1 e 4, c.p.a.

    Sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni è inderogabilmente competente il tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione territoriale esse hanno sede. Il tribunale amministrativo regionale è comunque inderogabilmente competente sulle controversie riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti di pubbliche amministrazioni i cui effetti diretti sono limitati all'ambito territoriale della regione in cui il tribunale ha sede.

    Il criterio della sede dell'autorità emanante è quello principale, ma è sostituito dal criterio dell'efficacia spaziale quando gli effetti diretti dell'atto sono esclusivamente limitati alla circoscrizione di un diverso TAR.

  • art. 15, commi 2, 3 e 4, c.p.a.

    La pronuncia di incompetenza assume la forma di ordinanza quando viene resa in sede di decisione sulla domanda cautelare o nella camera di consiglio fissata per la pronuncia immediata sulla questione di competenza.

    Negli altri casi, e in particolare quando l'incompetenza territoriale è dichiarata all'esito del giudizio di merito in udienza pubblica, la pronuncia assume la forma della sentenza; il giudizio può essere riassunto davanti al giudice indicato nel termine previsto dalla norma.

  • art. 1, lett. b), d.lgs. 14 settembre 2012, n. 160

    Richiamato quale disposizione modificativa dell'art. 15 c.p.a. in tema di forma della pronuncia sull'incompetenza.

Massime di principio

  • Ai fini della competenza territoriale dei TAR, il criterio della sede dell'autorità che ha emanato l'atto è sostituito dal criterio dell'efficacia spaziale quando gli effetti diretti del provvedimento si producono esclusivamente nell'ambito territoriale di una diversa Regione e di un diverso TAR.
  • La mera provenienza ministeriale dell'atto non radica necessariamente la competenza del TAR del luogo in cui ha sede il Ministero, se il provvedimento non ha natura generale né effetti ultraregionali e incide esclusivamente su un'area territoriale circoscritta.
  • Quando l'incompetenza territoriale è dichiarata all'esito della decisione di merito in udienza pubblica, la relativa pronuncia deve essere resa con sentenza; l'ordinanza è prevista per la decisione sulla competenza in sede cautelare o nella camera di consiglio appositamente fissata ai sensi dell'art. 15 c.p.a.
  • La dichiarazione di incompetenza territoriale non definisce la controversia nel merito: il giudizio deve essere riassunto davanti al TAR indicato come competente entro il termine stabilito dall'art. 15, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaBonifiche e siti contaminati
RamiProcesso amministrativoAmbiente
IstitutiRiparto di giurisdizione

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