Sentenza del 21/06/2018 n. 1684 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Cessioni intracomunitarie - CMR - Convention relative au contrat de trasport international de marchandises par route - prova qualificata - è tale - documento di trasporto - d.P.R. 472/1996, art. 1 - equipollenza - non è tale. ù Cessioni intracomunitarie - prova dell'effettiva realizzazione - spetta ala cessionario.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa dell’Amministrazione finanziaria è stata ritenuta fondata perché il contribuente non ha fornito una prova sufficiente dell’effettivo trasferimento intracomunitario delle merci. La mancata produzione della CMR non determina automaticamente l’imponibilità, ma impone al cedente di dimostrare l’operazione con altri elementi probatori, che nel caso concreto sono risultati insufficienti o contraddittori.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la prova dell’effettiva realizzazione di cessioni intracomunitarie non imponibili ai fini IVA. Il cedente italiano deve dimostrare che i beni sono stati realmente trasportati fuori dal territorio nazionale e consegnati in un altro Stato membro. La CMR regolarmente sottoscritta, prevista dalla Convenzione di Ginevra, ha una valenza probatoria qualificata e superiore rispetto al semplice documento di trasporto previsto dall’art. 1 del d.P.R. 472/1996 o alla registrazione sul libro giornale, che dimostra soltanto l’uscita dei beni dal magazzino e non dal territorio italiano. In assenza della CMR, il contribuente può fornire prove alternative, ma assumono rilievo negativo l’assenza di riscontri bancari, la mancata produzione dei contratti e le irregolarità formali della documentazione di trasporto.
Norme richiamate
Convenzione di Ginevra relativa al contratto di trasporto internazionale di merci su strada (CMR), art. 9
La CMR regolarmente sottoscritta costituisce prova qualificata del trasporto internazionale.
La CMR è considerata un documento dotato di particolare forza probatoria per dimostrare l’effettiva movimentazione internazionale delle merci.
d.P.R. 14 agosto 1996, n. 472, art. 1
Il documento di trasporto ordinario non è equiparabile alla CMR quanto a efficacia probatoria e, da solo, non dimostra necessariamente l’uscita dei beni dal territorio italiano.
Disciplina IVA delle cessioni intracomunitarie non imponibili
La non imponibilità è subordinata, tra gli altri requisiti, alla prova dell’effettivo trasferimento dei beni in un altro Stato membro. L’onere probatorio grava sul cedente italiano.
Massime di principio
- Per applicare la non imponibilità IVA a una cessione intracomunitaria è necessario provare concretamente che la merce abbia lasciato l’Italia ed è stata trasferita in un altro Stato membro.
- La CMR regolarmente compilata e sottoscritta rappresenta una prova particolarmente forte; il semplice documento di trasporto o la registrazione contabile non sono, di regola, sufficienti da soli.
- L’assenza della CMR non comporta automaticamente la perdita della non imponibilità, ma richiede un insieme coerente di prove alternative, come documentazione contrattuale, pagamenti tracciabili, documenti di consegna e riscontri del destinatario estero.
- Le irregolarità formali, l’assenza di contratti e la mancanza di pagamenti bancari possono indebolire significativamente la dimostrazione dell’effettività dell’operazione.
- In caso di contestazione, il cedente deve predisporre e conservare una documentazione complessiva, coerente e idonea a dimostrare sia la cessione sia il trasporto transfrontaliero dei beni.
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