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Sentenza

Sentenza del 21/06/2018 n. 192 - Comm. Trib. Prov. Savona

Irap - Iva - indagini bancarie - allegazione del provvedimento autorizzatorio - mancanza - validità/legittimità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la legittimità dell'accertamento ai fini IRAP e IVA, sostenendo che l'atto fosse invalido perché non vi era allegato il provvedimento autorizzatorio delle indagini finanziarie e bancarie. Contestava inoltre la ricostruzione del maggior reddito d'impresa effettuata dall'Amministrazione sulla base delle movimentazioni bancarie.

La decisione

La contestazione è stata respinta. La mancata allegazione all'accertamento del provvedimento di autorizzazione alle indagini finanziarie o bancarie non determina, di per sé, l'invalidità dell'atto, purché l'Amministrazione abbia effettivamente ottenuto l'autorizzazione prevista. È stata ritenuta legittima anche la ricostruzione del maggior reddito d'impresa fondata sulle operazioni bancarie, poiché il contribuente non aveva fornito una prova specifica e analitica idonea a dimostrare che le movimentazioni non fossero riferibili ad attività imponibili.

Norme richiamate

  • Disciplina delle indagini finanziarie e bancarie ai fini fiscali

    L'autorizzazione alle indagini bancarie costituisce un presupposto dell'acquisizione dei dati, ma la sua mancata allegazione materiale all'avviso di accertamento non comporta automaticamente l'invalidità dell'atto. Il contribuente può contestare la legittimità dell'acquisizione, ma deve indicare elementi concreti di lesione del diritto di difesa o di assenza dell'autorizzazione.

  • Presunzioni derivanti dalle movimentazioni bancarie

    I versamenti e i prelevamenti risultanti dai rapporti bancari possono essere utilizzati per ricostruire ricavi o compensi non dichiarati. La presunzione può essere superata dal contribuente mediante una prova specifica, analitica e riferita alle singole operazioni, non essendo sufficiente una contestazione generica.

  • Normativa IRAP e IVA in materia di accertamento

    I dati acquisiti tramite indagini finanziarie possono fondare la rettifica anche ai fini IRAP e IVA, quando l'Amministrazione dimostri il collegamento con l'attività economica e il contribuente non fornisca una giustificazione documentata delle movimentazioni.

Massime di principio

  • La mancata allegazione di un atto interno o presupposto all'avviso di accertamento non comporta automaticamente l'illegittimità dell'accertamento: occorre verificare se l'atto esistesse, se fosse valido e se la sua omissione abbia concretamente limitato il diritto di difesa.
  • In presenza di dati bancari incongrui rispetto alla dichiarazione, il contribuente deve fornire giustificazioni puntuali per ciascuna movimentazione, indicando origine, destinazione e natura non imponibile delle somme.
  • Una contestazione generica delle risultanze bancarie normalmente non è sufficiente a superare la presunzione fiscale; sono necessari documenti, scritture contabili e spiegazioni coerenti e verificabili.
  • L'utilizzo delle risultanze bancarie può incidere contemporaneamente su più imposte, tra cui IVA e IRAP, se le operazioni sono riconducibili all'attività d'impresa o professionale.
  • La validità dell'accertamento va valutata distinguendo tra vizi formali dell'atto e vizi sostanziali dell'attività istruttoria: non ogni irregolarità formale determina l'annullamento dell'accertamento.

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