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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38579/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato il sequestro preventivo di aree in agro di Ostuni ritenute oggetto di lottizzazione abusiva e di lavori in area sottoposta a vincoli paesaggistici. Il ricorrente deduceva violazione di norme procedurali e sostanziali (art. 321 c.p.p., art. 44 co.1 lett. c DPR 380/2001, art. 181 d.lgs. 42/2004, ecc.), sostenendo che non c'era variazione della destinazione urbanistica (da pascolo a parcheggio), che le aree erano ammissibili per parcheggi pubblici secondo il PRG, che l'attività era stagionale e rientrava tra le opere di edilizia libera (art. 6 co.1 lett. e-bis DPR 380/2001 e norme successive), che non erano stati eseguiti spianamenti tali da richiedere autorizzazione paesaggistica, e che eventuali violazioni sarebbero sanabili ai sensi dell'art. 167 d.lgs. 42/2004.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse motivato adeguatamente la conferma del sequestro, richiamando accertamenti della Polizia Municipale (sopralluoghi con riscontro di recinzioni, segnaletica, spianamento, presenza di addetti e strumenti di gestione del parcheggio), la circostanza che le aree ricadono sotto vincoli paesaggistici, e l'atto del SUAP che aveva sospeso la SCIA e proibito la prosecuzione dell'attività. La Corte ha inoltre precisato i limiti del ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro (ammissione solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali) e ha escluso che le opere potessero essere ricondotte all'edilizia libera o a occupazioni temporanee non rilevanti; ha riaffermato la plausibilità del periculum in mora e del periculum libertatis con riferimento al rischio di prosecuzione e aggravamento dell'attività. Conseguentemente il sequestro è stato ritenuto legittimo e il ricorso dichiarato inammissibile/rimesso, con condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 44 comma 1 lett. c DPR n. 380/2001 (Testo unico dell'edilizia)

    Il Tribunale e la Corte hanno ritenuto che la trasformazione del terreno agricolo in area adibita a parcheggio con opere di livellamento, recinzione e dotazione di segnaletica possa integrare lottizzazione abusiva quando determina una nuova definizione dell'assetto urbanistico preesistente.

  • art. 181 d.lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

    Gli interventi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico che richiedono autorizzazione paesaggistica e consistono in spianamenti/sbancamenti o opere modificative non autorizzate possono integrare reati paesaggistici; l'esistenza di vincoli e di lavori riscontrati ha sorretto il sequestro.

  • art. 167 d.lgs. n. 42/2004

    La presenza di rimedi amministrativi (ordine di rimessione in pristino e indennità pecuniaria) non esclude in astratto la responsabilità penale né la possibilità di misure cautelari quando siano presenti profili penalmente rilevanti e pericolo di continuazione/aggravamento.

  • art. 6 comma 1 lett. e-bis DPR n. 380/2001 (edilizia libera, come modificato)

    Il Tribunale ha escluso l'applicabilità di questa causa di esclusione ritenendo che gli interventi svolti (spianamenti, recinzioni, opere durevoli e uso continuativo stagionale) superassero i limiti delle occupazioni temporanee o dell'edilizia libera previste dalla norma e dalla disciplina attuativa.

  • art. 321 c.p.p. e art. 325 c.p.p.

    La Corte ha richiamato i limiti del controllo in cassazione sulle ordinanze di sequestro: il ricorso è ammesso solo per violazione di legge o per vizi della motivazione così gravi da renderla incomprensibile o del tutto mancante; non è ammesso un generico appello sulla manifestazione di illogicità della motivazione salvo il relativo motivo di cui all'art. 606 c.p.p.

  • art. 606 c.p.p. (lett. e)

    La Corte ha ricordato che la censura sulla motivazione manifesta può essere oggetto di specifico motivo previsto dall'art. 606 c.p.p., ma non può essere sollevata in termini generici nel ricorso previsto dall'art. 325 c.p.p.

Massime di principio

  • In presenza di trasformazioni dell'uso del suolo (anche stagionali) accompagnate da opere di livellamento, recinzioni e dotazione di segnaletica, è possibile configurare lottizzazione abusiva se l'intervento ridefinisce l'assetto urbanistico preesistente.
  • Il fatto che un'attività sia svolta in periodo stagionale non esclude di per sé la rilevanza penale: la continuità stagionale e gli interventi sul suolo possono giustificare misure cautelari per rischio di prosecuzione/aggravamento.
  • Su aree sottoposte a vincolo paesaggistico gli interventi richiedono valutazione dell'autorizzazione paesaggistica; l'esistenza di vincoli aggrava il profilo di rilevanza penale in caso di mancanza di titoli abilitativi.
  • La tolleranza o la gestione non del tutto lineare da parte dell'amministrazione comunale non legittima automaticamente l'uso illegittimo: l'eventuale affidamento non solleva dall'onere di verificare i titoli abilitativi necessari.
  • In sede di impugnazione di provvedimenti cautelari (sequestro), la cassazione è limitata: sono ammessi motivi per violazione di legge o vizi radicali della motivazione, non un generico riesame dei fatti già valutati dal giudice del riesame.
  • Prima di avviare o gestire attività su aree agricole o vincolate è necessario verificare PRG/strumenti urbanistici, titoli di proprietà/cessione e ottenere eventuali autorizzazioni edilizie e paesaggistiche; conservare documentazione amministrativa è fondamentale per la difesa.

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