Sentenza n. 883/2026 - Bari, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull’istanza di permesso di costruire per ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione con ampliamento
Esito
Favorevole al ricorrente (promissaria acquirente)
Prevale il privato
La controversia
La società ricorrente, promissaria acquirente del fabbricato insieme ai nudi proprietari e all’usufruttuaria, ha chiesto la conclusione del procedimento avviato con istanza del 15 ottobre 2020 per il rilascio di un permesso di costruire relativo a un intervento di ristrutturazione edilizia con aumento volumetrico ai sensi della l.r. n. 14/2009. Ha dedotto l’illegittimità del silenzio dell’amministrazione, rappresentando che il progetto aveva già ottenuto diversi pareri favorevoli, tra cui quelli della Soprintendenza e della Commissione locale per il paesaggio. Nel corso del giudizio il Comune, inizialmente non costituito, ha depositato una relazione sull’iter della pratica, evidenziando criticità e carenze progettuali, e ha comunicato alla ricorrente i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, assegnando un termine per le controdeduzioni. Il giudizio ha quindi riguardato la permanenza dell’obbligo comunale di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, nonostante le criticità progettuali e la comunicazione dei motivi ostativi.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo pacifica la sussistenza dell’obbligo di provvedere. Ha precisato che, per il permesso di costruire con premialità del cosiddetto piano casa previsto dalla l.r. n. 14/2009, non trova applicazione il modello procedimentale del silenzio-assenso; l’amministrazione deve pertanto concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso. Le criticità progettuali e la disponibilità del Comune a consentire la revisione del progetto possono giustificare l’andamento del procedimento, ma non eliminano l’obbligo di decisione. Ai sensi dell’art. 117, comma 2, c.p.a., il Comune è stato ordinato di concludere il procedimento entro trenta giorni dalla scadenza del termine assegnato con la comunicazione dei motivi ostativi del 9 giugno 2026. Il giudice non ha nominato un commissario ad acta, formulando una prognosi favorevole sull’adempimento spontaneo dell’amministrazione. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 117, comma 2, c.p.a.
all’Amministrazione di provvedere entro 30 (trenta) giorni
In presenza di un obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento e di un silenzio significativo, il giudice può ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine determinato.
l.r. n. 14/2009
PdC con premialità del c.d. piano casa ex L.R. n.14/2009
Per la tipologia di permesso di costruire oggetto del giudizio non è applicabile il modello procedimentale del silenzio-assenso; è quindi necessario un provvedimento espresso.
Massime di principio
- Quando il procedimento amministrativo per il rilascio di un permesso di costruire non è soggetto al silenzio-assenso, l’amministrazione ha l’obbligo di concluderlo con un provvedimento espresso, anche qualora il progetto presenti criticità o carenze suscettibili di revisione.
- La comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza non esaurisce il procedimento e non esonera l’amministrazione dall’adozione del provvedimento conclusivo espresso.
- Nel giudizio avverso il silenzio, il giudice amministrativo può ordinare all’amministrazione di concludere il procedimento entro un termine prefissato, senza sostituirsi all’amministrazione nella valutazione del merito dell’istanza.
- La nomina del commissario ad acta non è necessaria quando, sulla base degli elementi acquisiti nel giudizio, sia formulabile una prognosi favorevole circa l’adempimento spontaneo dell’amministrazione.
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