Sentenza n. 283/2026 - Campobasso, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento n. prot. 360347/T14-8 emesso dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri - I Reparto SM - Ufficio Impiego Personale Marescialli Brigadieri Appuntati e Carabinieri, notificato al ricorrente il 06.11.2025, di diniego alla richiesta di trasferimento definitivo, dal reparto di appartenenza alla Legione Carabinieri Campania, per l'impiego presso reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Benevento, avanzata dal predetto ai sensi dell'art. 398 R.G.A.; - del provvedimento prot. n. 360347/T14-2 del 13.06.2025, contenente il preavviso di diniego ex art. 10-bis della Legge n. 241/1990 alla predetta istanza, emesso dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri - I Reparto SM - Ufficio Impiego Personale Marescialli Brigadieri Appuntati e Carabinieri; - ove e per quanto necessario, ai sensi dell'art. 116 c.p.a., del mancato riscontro (alla data del 05.01.2026) all'istanza di accesso agli atti avanzata dal -OMISSIS- in data 06.11.2025, nonostante l'avvenuto pagamento degli oneri per estrazione delle copie richieste, comunicati nel provvedimento di accoglimento del 18.12.2025 e versati il 22.12.2025; -di ogni atto ad essi preordinato, consequenziale e/o comunque collegato, ancorché non conosciuto dal ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego della richiesta di trasferimento definitivo alla Legione Carabinieri Campania, nonché preavviso di diniego e mancato riscontro a un'istanza di accesso agli atti
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione militare)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego della richiesta di trasferimento definitivo, proposta ai sensi dell'art. 398 R.G.A. per l'impiego presso reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Benevento, deducendo: violazione e falsa applicazione dell'art. 398 R.G.A., con difetto di istruttoria e travisamento dei presupposti; violazione dell'art. 33, commi 3 e 5, della legge n. 104/1992 e della legge n. 183/2010, nonché eccesso di potere per motivazione incongrua, insufficiente e irrazionale e violazione degli artt. 3, 32 e 97 Cost.; violazione dell'art. 25, comma 4, della legge n. 241/1990 per il mancato riscontro nei termini dell'istanza di accesso agli atti. In sede cautelare il TAR aveva ravvisato il fumus del vizio istruttorio e motivazionale con riferimento alla mancata considerazione della richiesta subordinata di trasferimento e aveva ordinato il riesame della posizione. L'Amministrazione ha quindi adottato un nuovo provvedimento di diniego. Dopo averlo esaminato, il ricorrente ha dichiarato di non voler proporre motivi aggiunti e ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione del ricorso.
La decisione
Il TAR, con sentenza in forma semplificata ex art. 60 c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La declaratoria consegue alla riedizione del potere amministrativo disposta in sede cautelare e alla dichiarazione del ricorrente di non voler impugnare con motivi aggiunti il nuovo diniego adottato all'esito del riesame. Il giudice non ha quindi esaminato nel merito le censure originarie. Le spese di lite sono state compensate per le peculiarità fattuali e l'esito della vicenda.
Norme richiamate
art. 398 R.G.A.
La disposizione costituiva la base normativa della richiesta di trasferimento definitivo del militare, ma non è stata esaminata nel merito a causa dell'improcedibilità del ricorso.
art. 10-bis l. 241/1990
Richiamato quale fondamento del preavviso di diniego impugnato; la relativa legittimità non è stata esaminata nel merito.
art. 33, commi 3 e 5, l. 104/1992
Invocato dal ricorrente e considerato, in sede cautelare, rilevante rispetto alla mancata pronuncia dell'Amministrazione anche sulla richiesta subordinata di trasferimento; la questione non è stata definita nella sentenza.
art. 25, comma 4, l. 241/1990
Invocato in relazione al mancato tempestivo riscontro dell'istanza di accesso agli atti; il motivo non è stato esaminato nel merito.
art. 116 c.p.a.
Richiamato per l'impugnazione del mancato riscontro sull'istanza di accesso; la relativa domanda è stata assorbita dalla declaratoria di improcedibilità.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione immediata del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La disposizione è stata applicata per dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione riedita il potere in esecuzione di un ordine di riesame disposto dal giudice e il ricorrente dichiara di non voler impugnare il nuovo provvedimento, il ricorso originario deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La riedizione del potere amministrativo non determina automaticamente l'accoglimento del ricorso originario: se il nuovo atto non viene impugnato con motivi aggiunti e il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice non procede all'esame delle censure iniziali.
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