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Sentenza

Sentenza n. 13901/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Roma - Sezione Lavoro n. 4145/2024, pubblicata l’8/4/2024 e notificata in data 19/12/2024.

Giustizia amministrativa202515999

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta Elettronica per gli anni scolastici 2016/2017-2021/2022, oltre interessi legali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza passata in giudicato del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, n. 4145/2024, con la quale il Ministero era stato condannato ad attribuirgli la Carta Elettronica prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per sei anni scolastici nei quali aveva prestato servizio con contratti a tempo determinato, oltre agli interessi legali dalla maturazione del diritto all'accredito sino all'effettiva attribuzione. Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'amministrazione. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza fornire chiarimenti o indicazioni sull'esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'amministrazione non aveva dimostrato l'avvenuta esecuzione della sentenza né fornito chiarimenti al riguardo. Ha affermato che il diritto riconosciuto dal giudicato e i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza, il quale deve limitarsi ad assicurare l'attuazione della statuizione ormai definitiva. Ha quindi dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per l'eventuale inerzia successiva, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell'amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli un ulteriore termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato al Ministero e previa richiesta del ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in euro 800 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    La disposizione costituisce il fondamento della Carta Elettronica il cui riconoscimento era stato già disposto dal giudicato da eseguire.

  • art. 114 c.p.a.

    Fondamento processuale del giudizio di ottemperanza e dei poteri del giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e nominare un commissario ad acta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve assicurare l'attuazione concreta del contenuto del giudicato, senza rimettere in discussione i presupposti del diritto definitivamente riconosciuto dalla pronuncia da eseguire.
  • Quando l'amministrazione, costituitasi in giudizio, non fornisce chiarimenti né dimostra l'avvenuta esecuzione del giudicato a fronte dell'allegato inadempimento, la pretesa di ottemperanza può essere accolta secondo la regola di riparto dell'onere della prova tra creditore e debitore richiamata dal giudice.
  • In caso di mancata esecuzione dell'ordine impartito nel termine assegnato, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento alla richiesta dell'interessato e fissando un termine decorrente dalla scadenza assegnata all'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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