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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12109/2025 del 27/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) inutilizzabilità della consulenza del CTU del P.M. prodotta dopo la scadenza del termine delle indagini preliminari e quindi illegittimità della confisca; 2) omessa o contraddittoria motivazione e richiesta di una formula assolutoria più favorevole che determini la restituzione dei beni (es. "il fatto non sussiste"); 3) violazione dell'art. 535 c.p.p. in relazione alla condanna alle spese a carico dell'appellante nonostante l'assoluzione

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso in toto. Ha ritenuto utilizzabile in dibattimento la relazione del consulente del P.M. nella misura in cui le risultanze sono state acquisite tramite l'esame dell'ausiliario nel contraddittorio delle parti; ha confermato la natura archeologica dei beni sequestrati e, per conseguenza, l'integrazione del reato di impossessamento illecito ex art. 176 d.lgs. 42/2004 (pur essendo il ricorrente assolto quanto alla responsabilità personale), e quindi la legittimità della confisca e della destinazione allo Stato. Ha inoltre respinto la richiesta di riformulare l'assoluzione e ritenuto legittima l'imputazione delle spese all'appellante che aveva chiesto la revoca della confisca.

Norme richiamate

  • D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali), art. 176

    Il reato di impossessamento illecito di beni culturali si configura anche quando i beni appartengono allo Stato: non è necessario provare un interesse culturale tramite provvedimento amministrativo poiché la "culturalità" può desumersi da caratteristiche oggettive del bene.

  • D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 12, comma 1

    I beni indicati che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga a oltre settanta anni sono sottoposti alla disciplina della Parte, rilevando per la qualificazione come bene culturale.

  • D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 91, comma 1

    I reperti rinvenuti nel sottosuolo di interesse storico, archeologico ecc. fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato: presunzione di proprietà pubblica sui beni archeologici.

  • Codice di procedura penale, art. 535

    Riferimento alla disciplina delle spese nel processo penale e al motivo proposto circa la loro ingiusta imputazione, motivando il rigetto della doglianza.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per l'onere di sostenere le spese del ricorso cassazionale in caso di rigetto.

  • Decreto legge n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Consente l'intervento del Procuratore generale nella fase di Cassazione; il PG ha espresso conclusioni per l'inammissibilità ma la Corte ha deciso sui motivi nel merito.

  • Legge n. 364/1909 e Legge n. 1089/1939; artt. 826, 828, 832 c.c.

    Richiamate per il principio secondo cui i beni archeologici si presumono di proprietà statale e il privato può riscattare il titolo di proprietà solo dimostrando circostanze eccezionali (es. acquisto anteriore al 1909 o titolo di assegnazione).

Massime di principio

  • La consulenza o gli esami tecnici svolti dopo la scadenza delle indagini preliminari non sono automaticamente inutilizzabili: se i risultati vengono acquisiti nel dibattimento mediante l'esame dell'ausiliario in contraddittorio tra le parti, le relative risultanze possono formare prova processuale.
  • Per i beni archeologici vale una presunzione di proprietà statale: il privato che ne reclama la proprietà deve provare documentalmente circostanze eccezionali (es. acquisto ante 1909 o cessione/assegnazione dallo Stato).
  • La confisca dei beni culturali non ha necessariamente natura sanzionatoria ma è misura di tutela pubblica della cosa ed è legittima quando la 'culturalità' del bene è desumibile dalle sue caratteristiche oggettive.
  • Un'assoluzione sul personale (es. per non avere commesso il fatto) non impedisce la permanenza di misure sui beni sequestrati se la normativa sui beni culturali e la prova sulla 'culturalità' giustificano la confisca; la restituzione automatica richiede formula di assoluzione più favorevole che incida specificamente sulla legittimità della detenzione dei beni.
  • Le spese processuali possono essere poste a carico dell'appellante che perde le domande di revoca o annullamento di provvedimenti (es. confisca); la mera assoluzione personale non garantisce l'esonero automatico dalle spese quando il ricorrente non ottenga l'annullamento delle misure patrimoniali.

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