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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23237/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna confermata in appello per i reati di tentato furto pluriaggravato, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e tentata rapina aggravata in concorso. Il ricorso denunzia: (i) errata qualificazione del fatto al capo D) come tentata rapina anziché tentato furto per mancata prova dell'elemento violento; (ii) mancato riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 625bis cod. pen. per presunta collaborazione nell'individuazione dei correi; (iii) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 cod. pen. per un'offerta di risarcimento ritenuta esigua.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato, confermando la valutazione della Corte territoriale. Sulla qualificazione: è stato ritenuto corretto considerare la condotta del ricorrente tentata rapina, perché la spinta e lo strattonamento rivolti alla vittima erano idonei a superare la resistenza e a limitare la sua autonomia, configurando la violenza richiesta dall'art. 628 cod. pen. Sull'art. 625bis: la Corte ha ricordato che il riconoscimento dell'attenuante per l'indicazione dei correi è discrezionale e richiede utilità e concretezza del contributo; inoltre l'attenuante si riferisce al reato di furto (non alla rapina) e il ricorrente non ha dimostrato l'effetto positivo della sua concessione. Sull'art. 62 n.6: il risarcimento deve essere integrale e comprensivo anche del danno morale, la congruità è rimessa al giudice e il ricorso non ha indicato l'importo offerto per confutare la valutazione di esiguità; la Corte ha inoltre richiamato i precedenti penali e la condotta violenta del ricorrente come giustificativi della pena. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    La violenza per la rapina si realizza anche con ogni energia fisica adoperata per annullare o limitare la capacità di autodeterminazione della vittima; una spinta o strattonamento idonei a vincere la resistenza integrano la violenza richiesta dalla norma.

  • art. 625bis cod. pen.

    L'attenuante per la collaborazione nell'individuazione dei correi richiede un contributo concreto e utile; la sua valutazione è rimessa alla discrezionalità del giudice e non dipende dall'esito del procedimento a carico dei correi. Inoltre opera in relazione al reato di furto e non alla rapina.

  • art. 62 primo comma n. 6 cod. pen.

    Il beneficio premiale per il risarcimento del danno richiede che il risarcimento sia integrale, comprenda anche il danno morale e la sua congruità è valutata dal giudice; l'offerta non dettagliata o esigua può legittimare il diniego.

  • art. 56 cod. pen.

    Si è richiamata la nozione di tentativo: gli atti idonei e diretti in modo non equivoco a consumare il reato, interrotti per cause esterne, configurano il tentativo.

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato; le condotte dei partecipi concorrono alla fattispecie contestata.

  • art. 337 cod. pen.

    Rilevato in relazione alla resistenza a pubblico ufficiale; la condotta violenta verso gli agenti integra il reato previsto dalla norma.

Massime di principio

  • Per configurare la rapina è sufficiente qualsiasi atto di forza fisica idoneo a limitare l'autodeterminazione della vittima: anche una spinta o uno strattonamento possono integrare la violenza richiesta.
  • L'attenuante di cui all'art. 625bis richiede un contributo concreto e utile all'individuazione dei correi; la sola indicazione di nomi o dichiarazioni generiche può non essere sufficiente e la valutazione è rimessa al giudice.
  • Il riconoscimento dell'attenuante per il risarcimento (art. 62 n.6) presuppone un risarcimento integrale, comprensivo del danno patrimoniale e morale, e la sua congruità è di fatto una valutazione discrezionale del giudice: è necessario documentare l'entità e il momento dell'offerta.
  • Le qualificazioni giuridiche dei fatti operate dal giudice di merito trovano ampia deferenza in Cassazione; il ricorso per cassazione che insiste su valutazioni probatorie già motivate in sede di merito è spesso inammissibile o infondato a meno di vizi di diritto evidenti.
  • Se si contesta la mancata applicazione di circostanze attenuanti, è importante indicare chiaramente quale sarebbe l'effetto concreto sulla dosimetria della pena e produrre elementi precisi (es. importo del risarcimento, prove della collaborazione) per consentire una verifica in sede di legittimità.

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