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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 29775/2020 del 29/12/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Comune deduceva che la corte d'appello avesse duplicato l'entità risarcitoria: aggiungendo alla somma già riconosciuta dal tribunale (rivalutata all'attualità e maggiorata di interessi compensativi) un ulteriore risarcimento per il fabbricato demolito, valutando separatamente l'area di sedime e il fabbricato nonostante l'area non avesse autonoma edificabilità. Con un secondo motivo denunciava la violazione degli artt. 1127 e 2056 c.c., sostenendo che fossero stati riconosciuti interessi moratori in aggiunta alla rivalutazione, in modo errato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato e ha cassato la sentenza impugnata, rinviando alla Corte d'appello di Catanzaro in diversa composizione. La Cassazione ha ricostruito il principio secondo cui, in tema di occupazione illecita e di indennità di esproprio, l'indennità o l'entità risarcitoria va determinata sul bene nello stato concreto al momento del fatto; quando il fabbricato è fatiscente e la sua utilizzazione richieda demolizione e ricostruzione, si valorizza unicamente il suolo edificabile e non può essere separatamente valutato il valore dell'edificio. La corte ha ritenuto che l'impugnata sentenza avesse errato nel ritenere autonomia economica e funzionale dell'edificio (nonostante la necessità di demolizione e ricostruzione individuata dalle c.t.u.) e avesse quindi valutato separatamente fabbricato e area. Il secondo motivo è stato assorbito. La Corte ha altresì disposto che la Corte d'appello provveda sulle spese anche relative al giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 1127 cod. civ.

    Il Comune invocava la norma in relazione alla quantificazione degli oneri o interessi connessi alla vicenda, sostenendo un'erronea applicazione; la Corte di Cassazione ha assorbito il motivo ed non ha pronunciato un'interpretazione sostanziale nel testo riportato

  • art. 2056 cod. civ.

    Richiamato dal Comune per censurare il riconoscimento di interessi moratori oltre la rivalutazione; anche questo motivo è stato assorbito dalla Corte e non è stato deciso nel merito nel provvedimento riportato

  • Cass. Sez. Un. n. 735/2015 (giurisprudenza richiamata)

    Richiamata per il principio consolidato secondo cui l'occupazione illecita da parte della P.A. configura un illecito permanente e dà luogo a una pretesa risarcitoria per la perdita delle utilità del bene fino alla restituzione o all'indennizzo in alternativa alla proprietà

  • Cass. n. 13001/2005; Cass. n. 21638/2005; Cass. n. 6000/2011 (giurisprudenza richiamata)

    Precedenti richiamati a sostegno del principio secondo cui l'indennità di esproprio per un'area edificata va determinata in modo unitario senza separare valore dell'area e della costruzione, salvo che il fabbricato sia privo di autonomia funzionale o economica o sia talmente fatiscente da richiedere demolizione

Massime di principio

  • In caso di occupazione illecita e trasformazione dell'immobile da parte della P.A., il danno risarcibile è quello derivante dalla perdita delle utilità del bene nel periodo intercorrente fino alla restituzione o fino all'indennizzo richiesto in alternativa alla proprietà
  • La determinazione dell'indennità o dell'entità risarcitoria si effettua sul bene nello stato concreto al momento del fatto: va valutato il valore del fabbricato se l'utilizzazione del suolo è compatibile con la presenza dell'edificio, oppure il valore del suolo se l'utilizzazione richiede la demolizione del fabbricato
  • Non è possibile, ai fini risarcitori o indennitari, separare il valore dell'area di sedime da quello dell'edificio quando il fabbricato mantiene autonomia funzionale ed economica; se invece il fabbricato è talmente fatiscente da non essere recuperabile se non tramite demolizione e ricostruzione, il valore rilevante è quello del suolo edificabile
  • Quando si procede alla liquidazione del danno o dell'indennità, bisogna evitare valutazioni che portino a una duplicazione della somma (es. rivalutazione + valutazione separata dell'edificio già compresa nella rivalutazione), controllando la base giuridica per il riconoscimento di interessi moratori oltre la rivalutazione
  • Se la decisione di merito ha errato nella qualificazione dello stato dell'immobile (autonomia vs. fatiscenza e necessità di demolizione), la sentenza può essere cassata e rinviata per nuovo esame applicando i principi sopra indicati

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