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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 29768/2020 del 29/12/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per revocazione diretto a ottenere la revoca di una precedente sentenza della Corte di Cassazione. Il motivo sostanziale riguarda un errore riconducibile alla data di notifica del ricorso per cassazione: nella precedente pronuncia la Corte aveva indicato per errore la data del 16 aprile 2012 invece della reale data di notifica del 19 aprile 2012; la ricorrente deduceva che tale errore potesse giustificare la revocazione della sentenza che aveva dichiarato il ricorso per cassazione tardivo.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha ritenuto che l'errore sulla data indicata nella precedente sentenza sia un mero errore materiale emendabile ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., ma che la sua correzione non giustifica la revocazione della sentenza. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in Euro 2.700,00 (di cui Euro 200,00 per esborsi) oltre spese forfettarie del 15% e accessori di legge, e ha dato atto dell'obbligo del versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi dell'art. 13 d.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ.

    Riferito all'errore di valutazione (vizio logico) denunciabile con il mezzo del ricorso per cassazione; la Corte distingue tra questo vizio e l'errore materiale correggibile.

  • art. 391-bis, cod. proc. civ.

    Consente la correzione degli errori materiali nella decisione; nel caso concreto l'errata indicazione della data di notifica è qualificata come errore materiale emendabile ai sensi di questa norma, ma la correzione non comporta la revocazione della sentenza.

  • artt. 395, n. 4), cod. proc. civ.

    Limita l'ammissibilità della revocazione quando l'evento su cui cade l'errore non abbia costituito punto controverso sul quale la sentenza impugnata abbia già pronunciato; la Corte richiama questa norma nel distinguere i casi in cui l'errore può dar luogo a revocazione.

  • artt. 391-bis e 393, primo comma, n. 4, cod. proc. civ.

    Riferimenti utili per delimitare i casi di correzione di errori materiali e i limiti della revocazione; la Corte osserva che la revocazione richiede presupposti più stringenti rispetto alla mera correzione materiale.

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis

    Norme sul contributo unificato: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore versamento del contributo unificato previsto da tali commi.

Massime di principio

  • La differenza tra errore materiale e errore di valutazione è cruciale: gli errori materiali (es. errori di data o di calcolo) sono emendabili mediante correzione (art. 391-bis c.p.c.), mentre gli errori di valutazione o di percezione dei fatti possono dar luogo a impugnazioni specifiche (art. 360 c.p.c.) o, in casi assai limitati, a revocazione.
  • La revocazione è un rimedio straordinario e richiede che l'errore sia tale da riguardare la percezione degli atti di causa o fatti la cui verità sia incontestabilmente esclusa o positivamente stabilita; non è lo strumento per correggere meri errori materiali che non incidono sulla decisione sostanziale.
  • I termini processuali per la proposizione dei ricorsi vanno rispettati rigorosamente: la tardività di un ricorso per cassazione (ad es. notifica oltre il termine di 60 giorni) rende il ricorso inammissibile e la correzione formale della data non cambia la sostanza della tardività se il dato reale dimostra il decorso del termine.
  • Quando la decisione di revocazione viene dichiarata inammissibile, la parte soccombente può essere condannata alle spese del giudizio, comprese spese forfettarie e contributo unificato; è quindi importante valutare la fondatezza sostanziale della richiesta di revocazione prima di proporla.
  • In casi simili, prima di promuovere una revocazione, verificare se l'errore denunciato sia effettivamente materiale e emendabile con semplice richiesta di correzione o se partecipi di un vizio più profondo che legittimi la revocazione.

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