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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42618/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli (13/04/2022) che aveva confermato il decreto del GIP (17/03/2022) di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, chiedendo la restituzione dei beni sottoposti a sequestro (denaro, aree di parcheggio, uffici, mezzi di trasporto della società). Essi sostengono di avere interesse ad agire in quanto gestori e amministratori di fatto della società, pertanto legittimati a chiedere la restituzione.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi manifestamente inammissibili. Ha ritenuto che il diritto alla restituzione spetti pacificamente alla società proprietaria dei beni e che l'interesse dei ricorrenti, fondato sulla presunta qualità di amministratori di fatto, non sia stato sufficientemente dimostrato nell'ambito del riesame. La Corte ha richiamato la normativa che ammette il riesame e l'appello solo a determinate categorie (imputato, suo difensore, persona alla quale le cose sono state sequestrate, persona che avrebbe diritto alla restituzione) e ha osservato che l'eventuale qualificazione dei ricorrenti come amministratori di fatto dovrà essere verificata nel giudizio di merito. Per questi motivi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento di euro 3.000, determinati equitativamente, alla Cassa delle Ammende; inoltre la Corte ha respinto la censura per vizio di motivazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    richiamato come norma di riferimento per il sequestro preventivo

    Usato per giustificare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte ne richiama l'ambito applicativo in combinato con la normativa tributaria citata

  • art. 44 d.lgs. n. 504 del 1995

    richiamato in combinazione con l'art. 321 c.p.p. per la finalità di confisca

    Norma fiscale/tributaria che legittima la confisca di somme/beni in relazione a violazioni previste dal d.lgs.; applicata quale base per la finalità del sequestro

  • art. 322 e 322-bis cod. proc. pen.

    richiamati in relazione ai rimedi esperibili avverso il decreto di sequestro preventivo

    Definiscono chi è legittimato a proporre riesame o appello contro il decreto di sequestro (imputato, difensore, persona alla quale le cose sono state sequestrate, persona che avrebbe diritto alla restituzione)

  • art. 325 cod. proc. pen.

    richiamato in relazione al vizio di motivazione

    La Corte valuta che non sussista il vizio di motivazione (inesistente o apparente) lamentato dai ricorrenti, requisito necessario per la fondatezza del ricorso

  • art. 616 cod. proc. pen.

    richiamato per l'onere delle spese in caso di inammissibilità

    Prevede l'obbligo per i ricorrenti di sostenere le spese del procedimento in caso di dichiarazione di inammissibilità

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    richiamata in relazione alla valutazione della colpevolezza nella determinazione della causa di inammissibilità

    Usata per motivare la decisione di non esigere la confisca di maggiori somme alla Cassa delle Ammende ma di applicare una somma equitativa (euro 3.000), ritenendo assente colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità

Massime di principio

  • La legittimazione a chiedere la restituzione di beni sottoposti a sequestro è circoscritta: prevale il diritto del proprietario (es. la società) e solo determinate categorie (imputato, difensore, chi ha subito il sequestro, chi avrebbe diritto alla restituzione) possono proporre riesame/appello.
  • La qualifica di "amministratore di fatto" o gestore richiede prova specifica e non può essere assunta automaticamente per legittimare la richiesta di restituzione nel riesame; tale accertamento appartiene al giudizio di merito.
  • Per far dichiarare ammissibile un ricorso contro misure cautelari patrimoniali è necessario dimostrare concretamente l'interesse e il diritto alla restituzione; mere allegazioni di fatto non sono sufficienti.
  • In caso di inammissibilità il giudice può condannare il ricorrente alle spese e disporre un versamento equitativo alla Cassa delle Ammende, salvo che non emergano fatti che configurino responsabilità grave nella determinazione dell'inammissibilità.
  • La verifica della legittimazione e dell'interesse è un requisito di ammissibilità preliminare: se non provato, il ricorso può essere dichiarato inammissibile senza entrare nel merito della disputa sulla proprietà o sulla gestione dei beni.

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