Cassazione Penale, Sentenza n. 45678/2023 del 13/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le censure proposte dal PM si risolvevano in una diversa valutazione di merito degli elementi di fatto e non denunciavano la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione nella misura richiesta in sede di legittimità. Pertanto l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva annullato la misura cautelare del GIP resta integra; il ricorso non è stato accolto
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione, da parte del PM, dell'ordinanza del Tribunale di Napoli (29.5.2023) che aveva annullato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per il delitto di rapina pluriaggravata del 23.3.2023. Il PM deduceva carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione del Tribunale, sostenendo che gli elementi indiziari (tuta con strisce bianche, marsupio con disegno/logo, cappello con stemma bianco, fascia nera, guanti tagliati, scarpe bianche e tatuaggio modificato) erano convergenti e identificativi dell'indagato e che il Tribunale aveva valutato in modo atomistico e parcellizzato tali elementi
Norme richiamate
Decreto-Legge 137/2020, art. 23
"trasmessa la requisitoria scritta ai sensi dell'art. 23 DL 137 del 2020"
disciplinava la trasmissione della requisitoria scritta della Procura Generale alla Corte; utilizzato per formalizzare la posizione del PM ma non incide sul merito della valutazione degli indizi
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principio sulla sindacabilità delle decisioni di merito)
Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017 (Paviglianiti); Sez. 6, n. 11194 del 08/03/2012 (Lupo); Sez. 4, n. 18795 del 02/03/2017 (Di Iasi); e altre richiamate
conferma il principio che la Corte di Cassazione, nei ricorsi avverso provvedimenti di riesame sulle misure cautelari, può sindacare la motivazione solo per violazione di legge o per manifesta illogicità; non può sostituirsi al giudice di merito in una nuova valutazione degli elementi di fatto
Massime di principio
- In sede di ricorso per cassazione avverso decisioni sul riesame di misure cautelari, occorre denunciare violazioni di norme o una manifesta illogicità della motivazione: non è ammessa la semplice richiesta di riconsiderazione degli elementi di fatto.
- Somiglianze nell'abbigliamento o negli accessori (tute, marsupi, cappelli, scarpe) hanno valore identificativo solo se presentano segni particolari, non comuni o diffusi; la genericità degli elementi riduce la loro efficacia indiziaria.
- La valutazione probatoria relativa alla gravità indiziaria deve essere compiuta in modo unitario e convergente: il giudice di merito deve spiegare perché la somma degli elementi raggiunge il livello richiesto; tuttavia tale valutazione resta in gran parte riservata al merito e difficilmente sindacabile in Cassazione.
- Modifiche temporali a segni distintivi (es. tatuaggi cambiati poco prima dell'arresto) devono essere corredate da elementi temporali e documentali chiari per essere efficaci ai fini identificativi; altrimenti il loro valore probatorio può essere contestato come equivoco.
- Per impugnazioni efficaci in Cassazione il ricorrente dovrebbe indicare specifiche violazioni di legge o dimostrare la manifesta illogicità della motivazione del giudice di merito, evitando censure che si limitino a proporre una diversa lettura dei fatti.
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