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Sentenza

Sentenza n. 8807/2025 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (sezione quarta) n. -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202207954

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro l’ordine di demolizione di opere edilizie abusive e i motivi aggiunti contro l’acquisizione gratuita dell’area al patrimonio comunale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha impugnato la sentenza di primo grado deducendo: a) la nullità dell’ordine di demolizione ai sensi dell’art. 21-septies l. 241/1990, poiché gli immobili erano sottoposti a sequestro penale preventivo e quindi sottratti alla disponibilità della proprietaria; b) la violazione dell’art. 3 l. 241/1990 e il difetto di motivazione dell’ordine demolitorio; c) la violazione delle garanzie partecipative; d) la violazione dell’art. 31, commi 4 e 4-bis, d.P.R. 380/2001, con contestazione della legittimità dell’acquisizione gratuita dell’area al patrimonio comunale. Gli abusi consistevano in un fabbricato residenziale di circa 100 mq, un terrazzino di circa 16 mq, un manufatto adibito a ripostiglio di circa 9 mq e due scale esterne, accertati mediante sopralluoghi. Il Comune ha chiesto il rigetto dell’appello.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto l’appello. Ha respinto la censura di nullità dell’ordine di demolizione, aderendo all’orientamento intermedio secondo cui il sequestro penale non incide sulla legittimità dell’ordinanza demolitoria: l’amministrazione conserva il potere di reprimere l’abuso edilizio e non può essere condizionata da un provvedimento penale estraneo alla propria sfera di controllo. Tuttavia, il sequestro impedisce materialmente al destinatario di ottemperare all’ordine; pertanto, per tutta la sua durata, il termine assegnato per demolire o ripristinare deve ritenersi congelato. Poiché al momento dell’accertamento dell’inottemperanza il sequestro era ancora in corso, l’omissione non era imputabile alla proprietaria e non poteva produrre l’effetto acquisitivo previsto dall’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001. È stato quindi annullato il provvedimento di acquisizione dell’area al patrimonio comunale. Sono state respinte le censure relative alla partecipazione procedimentale e alla motivazione: ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990, la consistenza dell’abuso e la sua riferibilità alla proprietaria escludevano che il contenuto dell’atto avrebbe potuto essere diverso; inoltre, l’ordine descriveva puntualmente gli abusi e, trattandosi di attività vincolata, non richiedeva una specifica motivazione sulle ragioni di interesse pubblico diverse dal ripristino della legalità edilizia. Spese integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-septies l. 241/1990

    Il sequestro penale dell’immobile non rende nullo l’ordine di demolizione per asserita impossibilità dell’oggetto.

  • art. 3 l. 241/1990

    L’ordine di demolizione è sufficientemente motivato quando descrive puntualmente gli abusi edilizi accertati; trattandosi di attività vincolata, non occorre motivare ulteriormente sulle ragioni di interesse pubblico.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    La violazione delle garanzie partecipative non determina l’annullamento quando, per la consistenza dell’abuso e la sua riferibilità al destinatario, sia evidente che il contenuto dell’atto non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 31, commi 4 e 4-bis, d.P.R. 380/2001

    L’acquisizione gratuita dell’area presuppone un’inottemperanza imputabile al destinatario; il termine per ottemperare resta congelato per la durata del sequestro penale, che impedisce materialmente la demolizione.

  • art. 321 c.p.p.

    Il sequestro penale preventivo non incide sulla legittimità dell’ordine amministrativo di demolizione, ma impedisce temporaneamente l’ottemperanza materiale del destinatario.

Massime di principio

  • Il sequestro penale preventivo dell’immobile abusivo non incide sulla legittimità dell’ordine amministrativo di demolizione, poiché l’esercizio del potere repressivo edilizio non può essere subordinato a un provvedimento dell’autorità penale estraneo alla sfera di controllo dell’amministrazione.
  • La permanenza del sequestro penale impedisce materialmente al destinatario di eseguire la demolizione; di conseguenza, il termine assegnato dall’ordine demolitorio resta congelato per tutta la durata del sequestro, senza necessità che il destinatario richieda il dissequestro.
  • L’acquisizione gratuita dell’area prevista dall’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 non può essere disposta quando l’inottemperanza all’ordine di demolizione non sia imputabile al destinatario perché l’immobile è ancora sottoposto a sequestro penale.
  • L’ordine di demolizione di un abuso edilizio non assistito da titolo abilitativo, in quanto atto vincolato, non richiede una motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità edilizia, anche se adottato a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso.
  • La violazione delle garanzie partecipative non comporta l’annullamento dell’ordine demolitorio quando sia dimostrato che, per la consistenza dell’abuso e la sua riferibilità al destinatario, il contenuto dell’atto non avrebbe potuto essere diverso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiVizi formali non invalidantiDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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