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Sentenza

Sentenza del 18/05/2015 n. 2093 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

CONFERIMENTO DI IMMOBILI - ACCOLLO DEL FINANZIAMENTO - CESSIONE QUOTE - Intrinseca natura degli atti - Volontà delle parti - Abuso del diritto - Inopponibilità all'Amministrazione finanziaria.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda il trattamento fiscale di un'operazione articolata in più atti: conferimento di un immobile gravato da ipoteca, accollo del relativo finanziamento da parte della società conferitaria e successiva cessione delle partecipazioni della società conferente. Il ricorrente sosteneva, in sostanza, che gli atti dovessero essere valutati separatamente secondo la loro forma giuridica. L'Amministrazione finanziaria ha invece ricondotto l'operazione, considerata unitariamente, a una cessione immobiliare, ritenendo che la sequenza negoziale fosse stata utilizzata per ottenere un indebito vantaggio fiscale.

La decisione

La tesi dell'Amministrazione finanziaria è stata accolta. In applicazione dell'art. 20 del d.P.R. n. 131/1986 e del principio generale antiabuso, è stata riconosciuta prevalenza alla causa reale e agli effetti giuridici complessivi dell'operazione rispetto alla sua configurazione formale e alla frammentazione in più atti. Gli atti sono stati quindi considerati fiscalmente riconducibili a una cessione di immobile e, in quanto espressione di un uso distorto degli strumenti giuridici privo di valide ragioni economiche ulteriori rispetto al risparmio d'imposta, sono stati ritenuti inopponibili all'Amministrazione finanziaria.

Norme richiamate

  • Art. 20 del d.P.R. n. 131/1986

    La norma privilegia l'intrinseca natura e gli effetti giuridici dell'atto, unitariamente considerati.

    Ai fini dell'imposta di registro, l'atto deve essere valutato in base alla sua natura effettiva e ai suoi effetti giuridici complessivi, dando prevalenza alla causa reale rispetto alla veste formale e all'assetto cartolare.

  • Principio generale di divieto di abuso del diritto

    È precluso il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l'uso distorto di strumenti giuridici, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili diverse dalla mera aspettativa dei benefici fiscali.

    Un'operazione formalmente lecita può essere disconosciuta fiscalmente quando, attraverso una combinazione artificiosa di atti, realizza principalmente un vantaggio o un risparmio d'imposta senza adeguate ragioni economiche extrafiscali.

Massime di principio

  • La qualificazione fiscale di un'operazione può dipendere dalla sua sostanza economica e dagli effetti complessivi, non soltanto dalla forma dei singoli contratti.
  • Una sequenza di atti collegati, se diretta a ottenere un risultato sostanzialmente equivalente a una cessione immobiliare, può essere riqualificata come tale dall'Amministrazione finanziaria.
  • Il risparmio d'imposta non è di per sé illecito, ma diventa contestabile quando costituisce il principale o unico obiettivo dell'operazione e mancano valide ragioni economiche ulteriori.
  • Per ridurre il rischio di abuso del diritto occorre documentare finalità imprenditoriali effettive, autonome e verificabili, non meramente fiscali.
  • La valutazione deve considerare il collegamento tra gli atti, la loro successione temporale, gli obblighi finanziari assunti e il risultato economico sostanziale perseguito.

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