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Sentenza

Sentenza del 08/11/2021 n. 1348 - Comm. Trib. Reg. per le Marche

Redditi di capitale. Utili maturati. Presunzione di percezione. Requisiti. Art. 45 D.P.R. 917/1986.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Ufficio aveva rettificato la dichiarazione 2007 della società N s.r.l. determinando un maggior reddito di euro 334.768,00 e attribuendo il 44% di tale importo alla socia C V come utili distribuiti in nero. C V sosteneva di essere prestanome di S L (Santini), reale titolare e amministratore, e che l'acquisto delle quote era simulato. La Commissione ha valutato la scrittura privata di trasferimento delle quote, la situazione patrimoniale 31/12/2007 e la dichiarazione IVA 2007 sottoscritte dal Santini, nonché altri elementi istruttori; ha ritenuto quell'atto indizio valido per dimostrare la simulazione dell'intestazione delle quote, ma ha anche richiamato che, trattandosi di società di capitali, la tassazione dei redditi di capitale richiede la prova della reale distribuzione e percezione dei dividendi (art.45 DPR 917/1986). L'Ufficio non ha fornito riscontri concreti e specifici sulla effettiva percezione degli utili (es. acquisti immobiliari, operazioni finanziarie, tenore di vita, movimenti bancari) né ha dimostrato la notifica dell'avviso a carico della società in modo da rendere definitiva l'imputazione.

La decisione

La Commissione ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e ha confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso di C V. Ha ritenuto provata la simulazione dell'intestazione delle quote a favore di C V ma ha escluso che l'Ufficio abbia dimostrato la reale percezione dei dividendi imputati alla socia; inoltre l'Ufficio non ha dimostrato la notifica dell'avviso alla società in modo da rendere definitiva l'accertamento propedeutico. Condanna l'Agenzia alla rifusione delle spese del grado per Euro 1.800,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) - art. 45

    Gli utili delle società di capitali concorrono al reddito del socio nell'anno in cui sono effettivamente percepiti; pertanto per tassare dividendi occorre prova della reale distribuzione e dell'incasso

  • D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) - art. 5

    Richiamato per contrasto: nelle società di persone i redditi sono imputati ai soci indipendentemente dalla percezione; la Corte evidenzia che tale regola non si applica alle società di capitali

  • Costituzione Italiana - art. 53

    Principio di capacità contributiva e giusta imposizione: l'accertamento tributario deve essere supportato da indici di ricchezza effettivi e congrui rispetto alla capacità contributiva

  • Codice di Procedura Civile - art. 91

    Principio della soccombenza usato per liquidare le spese del grado in favore della parte vincente

Massime di principio

  • Per le società di capitali (che hanno autonomia patrimoniale) gli utili concorrono al reddito del socio solo se effettivamente distribuiti e percepiti: la presunzione di distribuzione in società a ristretta partecipazione è una presunzione semplice che richiede riscontri concreti della percezione
  • La presunzione di percezione degli utili basata sulla ristrettezza della compagine sociale deve essere corroborata da elementi oggettivi collegabili al singolo socio (movimenti bancari, acquisti immobiliari, investimenti finanziari, polizze, tenore di vita)
  • La simulazione dell'intestazione di quote può essere provata tramite un insieme di indizi concordanti (scritture private, comportamenti delle parti, documenti notarili), ma anche in presenza di simulazione l'Ufficio deve dimostrare la reale percezione degli utili per imputarli al socio
  • L'Ufficio ha l'onere di completare l'istruttoria con riscontri patrimoniali e bancari e di provare la regolare notifica degli atti propedeutici: l'assenza di notifiche o di verifiche probatorie può inficiare l'accertamento
  • In controversie simili, il giudice valuta l'insieme probatorio in contraddittorio e valorizza il rispetto del principio di capacità contributiva: indizi isolati non bastano per una tassazione in capo al socio

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