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Sentenza

Sentenza del 30/05/2016 n. 3245 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

REGISTRO - Abitazione di lusso - Computo metrico - Abitabilità degli ambienti - Non rileva - Utilizzabilità degli ambienti - Rileva.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I contribuenti avevano acquistato l’immobile usufruendo delle agevolazioni "prima casa". L’Agenzia delle Entrate aveva revocato il beneficio ritenendo l’abitazione di lusso, poiché la superficie utile superava il limite di 240 mq previsto dall’art. 6 del D.M. 2 agosto 1969 n. 1072. I contribuenti sostenevano che la superficie fosse pari a 236,24 mq, calcolata escludendo anche muri, soglie, nicchie, sguinci, arredi fissi e locali tecnici. L’Agenzia contestava tale metodo, sostenendo che dovessero essere esclusi soltanto balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posti macchina.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale di Milano aveva inizialmente accolto il ricorso e annullato l’avviso. In appello, però, la decisione è stata integralmente riformata: la superficie utile deve comprendere anche muri, soglie, nicchie e sguinci, purché gli spazi siano potenzialmente utilizzabili, mentre possono essere esclusi solo gli ambienti espressamente indicati dal decreto. Applicando tali criteri, l’immobile risultava avere una superficie di circa 250 mq, e comunque superiore a 240 mq, qualificandosi quindi come abitazione di lusso. L’avviso di liquidazione è stato confermato, il ricorso dei contribuenti è stato respinto e gli appellati sono stati condannati alle spese dei due gradi di giudizio, liquidate in complessivi 3.400 euro oltre accessori. Le sanzioni non sono state annullate, poiché al momento del ricorso l’orientamento giurisprudenziale sulla modalità di calcolo era già sufficientemente consolidato.

Norme richiamate

  • Art. 6 D.M. 2 agosto 1969 n. 1072

    Sono considerate abitazioni di lusso «le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 240 (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine)».

    La superficie utile comprende tutta la superficie dell’unità immobiliare potenzialmente utilizzabile, indipendentemente dalla sua effettiva abitabilità. Dal computo si escludono soltanto balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posti macchina; devono invece essere inclusi muri, soglie, nicchie e sguinci.

  • Art. 7, comma 1, Legge 27 luglio 2000 n. 212

    Obbligo di motivazione degli atti dell’amministrazione finanziaria.

    L’avviso è adeguatamente motivato quando richiama in modo chiaro un atto dell’amministrazione allegato all’avviso stesso. Non è necessario allegare anche le planimetrie catastali utilizzate come base tecnica, se accessibili al contribuente.

  • Art. 2697 Codice civile

    Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

    Non vi è violazione dell’onere della prova quando l’avviso espone chiaramente il criterio di calcolo e gli elementi probatori posti a fondamento della pretesa tributaria.

  • Art. 10 Legge 27 luglio 2000 n. 212

    Tutela dell’affidamento e della buona fede nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria.

    Le sanzioni possono essere escluse in presenza di obiettive condizioni di incertezza normativa, ma tale esimente non opera quando, al momento della violazione o del ricorso, l’orientamento giurisprudenziale chiarificatore era già consolidato.

  • Art. 8 D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546

    Non punibilità delle violazioni in caso di obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni.

    L’incertezza normativa deve essere effettiva e obiettiva; non è sufficiente una diversa interpretazione sostenuta dal contribuente quando la giurisprudenza aveva già chiarito il criterio applicabile.

  • Cassazione civile, sentenze n. 25674/2013, n. 21287/2013, n. 861/2014 e ordinanza n. 24469/2015

    La superficie utile deve essere determinata in base all’utilizzabilità degli ambienti e non alla sola abitabilità.

    La giurisprudenza considera inclusa, ai fini della soglia delle abitazioni di lusso, la superficie non calpestabile ma funzionalmente parte dell’unità immobiliare, compresi muri e divisori.

Massime di principio

  • Per verificare se un immobile è di lusso ai fini dell’agevolazione prima casa, occorre applicare il criterio della superficie utile complessiva previsto dalla norma vigente al momento dell’acquisto.
  • Nel calcolo vanno esclusi soltanto gli spazi espressamente elencati dalla norma; non è corretto sottrarre automaticamente muri, tramezzi, soglie, nicchie o sguinci.
  • Il criterio rilevante è l’utilizzabilità, anche potenziale, degli ambienti, non la loro effettiva abitabilità o la sola superficie calpestabile.
  • Una perizia basata sul sopralluogo può essere superata se applica un criterio di calcolo più restrittivo di quello previsto dalla norma.
  • Un avviso di liquidazione è sufficientemente motivato se indica chiaramente la superficie accertata e allega la relazione tecnica richiamata; non devono necessariamente essere allegati tutti i documenti indirettamente utilizzati, come planimetrie catastali accessibili.
  • Le sanzioni non vengono automaticamente escluse per la presenza di dubbi interpretativi: occorre dimostrare un’incertezza normativa obiettiva, non superata dalla giurisprudenza già consolidata.

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