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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25492/2024 del 27/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava l'ordinanza del Tribunale di Ferrara che aveva rigettato la sua richiesta di dichiarare nullo il provvedimento di cumulo n. 331/22 SIEP emesso dalla Procura. Sosteneva che un primo provvedimento di cumulo era stato sostituito con un secondo, corretto nel merito ma per lui più sfavorevole; deduceva che la modifica/sostituzione del provvedimento da parte del pubblico ministero è consentita solo per sopravvenienze (nuovi fatti) e non per rimediare a errori, e che la revoca della sospensione dell'esecuzione, determinata dalla sostituzione, era avvenuta al di fuori dei casi previsti dalla legge e quindi illegittima. Il ricorso articolava due motivi principali: (1) vizio per violazione di legge e difetto di motivazione in quanto la revoca non poteva avvenire per mero errore rettificabile; (2) vizio per violazione di legge e difetto di motivazione riguardo alla revoca della sospensione dell'esecuzione in assenza di previsione di legge.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha affermato che il provvedimento di cumulo ha natura amministrativa (ai sensi dell'art. 663 c.p.p.) e non diventa definitivo con la sua emissione, sicché il pubblico ministero può revocarlo o sostituirlo anche per eliminare errori o incompletezze, non solo per sopravvenienze. La Corte ha richiamato precedenti giurisprudenziali che confermano la possibilità di rimozione o revoca del provvedimento di cumulo per tenere aggiornata la posizione processuale del condannato. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 663 cod. proc. pen.

    il provvedimento di cumulo, emesso a norma dell'art. 663 cod.proc.pen., ha natura amministrativa e non giurisdizionale

    Il provvedimento di cumulo è qualificato come atto amministrativo; ciò comporta che non diventa definitivo con la sua adozione e può essere revocato o sostituito dal pubblico ministero per aggiornare la posizione processuale del condannato, anche per correggere errori

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 1, n. 26321 del 27/5/2019, Rv. 276488; Sez. 1, n. 36236 del 23/9/2010, Rv. 248298; Sez. 1, n. 9708 del 9/1/2007, Rv. 236240

    La giurisprudenza consolidata riconosce la natura amministrativa del provvedimento di cumulo e la possibilità di revoca o rimozione per mantenere aggiornata la posizione processuale; solo l'intervento del giudice dell'esecuzione può rendere il provvedimento definitivo

Massime di principio

  • Il provvedimento di cumulo emesso ai sensi dell'art. 663 c.p.p. ha natura amministrativa e può essere revocato o sostituito dal pubblico ministero anche per correggere errori, non soltanto per sopravvenienze
  • La modifica o sostituzione del provvedimento che comporti rimozione della sospensione dell'esecuzione può essere legittima se rientra nel potere provvedimentale del pubblico ministero e se motivata, non è automaticamente illegittima perché peggiorativa per il condannato
  • Il provvedimento di cumulo diventa definitivo solo se e quando interviene il giudice dell'esecuzione; il condannato può chiedere l'intervento del giudice dell'esecuzione in qualsiasi momento
  • In situazioni simili, il rimedio efficace è valutare se la revoca/rimozione sia fondata su un vizio di legittimità (es. incompetenza, violazione di norme procedurali, carenza assoluta di motivazione); se sussistono vizi tali, è possibile impugnare il provvedimento davanti al giudice competente
  • Prima di proporre ricorso, considerare di chiedere al giudice dell'esecuzione la verifica dell'atto (ricorso ex art. 669 c.p.p. o altro rimedio pertinente) o ottenere misure cautelari quando l'esecuzione è immediatamente lesiva

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