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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07629/2026 del 26/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato impugnava la sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 256, comma 2, d.lgs. 152/2006 sostenendo che i rifiuti non erano stati abbandonati ma accumulati all'interno di un'area recintata di proprieta della societa Pullara geom. Salvatore & C. S.n.c. in attesa di periodico smaltimento; contestava la riconducibilita dei rifiuti all'attivita imprenditoriale della societa; chiedeva l'applicazione della causa di non punibilita per particolare tenuita ex art. 131-bis c.p. e deduceva che l'avvenuta bonifica avrebbe dovuto escludere la responsabilita o condurre all'assoluzione; sosteneva inoltre che non sussistesse la gestione di una discarica abusiva per mancanza di preparazione organizzativa dell'area.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza del Tribunale di Agrigento fosse stata correttamente motivata valorizzando il verbale di sequestro e le deposizioni testimoniali che attestavano la presenza di due cumuli di rifiuti speciali non pericolosi depositati in modo incontrollato su un'area pertinenziale alla societa amministrata dal ricorrente. La Corte ha osservato che la sentenza impugnata infliggeva solo la pena dell'ammenda e pertanto l'appello era inappellabile e doveva essere qualificato come ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 568 comma 5 c.p.p.; tuttavia il ricorso per cassazione presentava motivi generici e manifestamente infondati, limitandosi a propinare una diversa versione dei fatti senza indicare vizi specifici della motivazione. Sull'eccezione di tenuita ex art. 131-bis c.p. la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale che ha escluso la causa di non punibilita in ragione della lesivita verso il bene ambiente/territorio; nel complesso il ricorso e stato dichiarato inammissibile, il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 152/2006, art. 256, comma 2

    Il reato di deposito incontrollato di rifiuti può integrare responsabilita penale anche quando l'attività sia svolta da imprese non specializzate; la qualifica soggettiva dell'amministratore di impresa ha giustificato l'applicazione del reato rispetto all'illecito amministrativo alternativo

  • d.lgs. 152/2006, art. 255, comma 1

    Richiamata come illecito amministrativo alternativo; il principio di specialità è stato applicato per distinguere tra illecito amministrativo e reato penale sulla base della qualifica soggettiva

  • codice penale, art. 131-bis

    La causa di non punibilità per particolare tenuita del fatto è stata esclusa perché l'offesa riguarda beni ambientali di particolare valore e la condotta è stata ritenuta non di particolare tenuità anche dopo la bonifica

  • codice di procedura penale, art. 593, comma 3

    Stabilisce l'inappellabilità delle sentenze di condanna per le quali sia stata applicata la sola pena dell'ammenda; da ciò deriva che l'impugnazione non poteva essere proposta in sede di appello e, se ritenuta atto appello, va riqualificata come ricorso per cassazione

  • codice di procedura penale, art. 568, comma 5

    Consente la trasmissione e la riqualificazione dell'impugnazione in ricorso per cassazione quando l'appello sia inammissibile, ma non deroga ai requisiti di ammissibilità del ricorso stesso

  • codice civile, art. 2082

    Richiamato nella giurisprudenza citata per affermare che qualsiasi impresa con le caratteristiche dell'art. 2082 c.c. può incorrere nella fattispecie penale anche per attività occasionali

  • legge 103/2017, art. 1, comma 64

    Autorizza l'aumento della sanzione a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per disporre il versamento di euro 3.000

  • codice di procedura penale, art. 616

    Riferimento procedurale in tema di sanzioni per inammissibilità; la Corte ha esercitato la facoltà di aumento della sanzione come previsto dalla normativa richiamata

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186/2000

    Richiamata nella valutazione sull'onere delle spese e sulla determinazione equitativa dell'ammenda in relazione a comportamenti non imputabili a colpa nella determinazione dell'inammissibilità

Massime di principio

  • Se la sentenza di primo grado applica solo la pena dell'ammenda, l'appello è in linea di principio inappellabile; l'impugnazione può essere riqualificata come ricorso per cassazione ma deve rispettare i requisiti formali e sostanziali di ammissibilità del ricorso in Cassazione
  • In Cassazione non è sufficiente riproporre una diversa ricostruzione fattuale: il ricorrente deve indicare vizi specifici della motivazione o profili di diritto rilevanti e non manifestamente infondati per superare il filtro di ammissibilità
  • La causa di non punibilità per particolare tenuita ex art. 131-bis c.p. è applicata con cautela nei reati ambientali; la bonifica dell'area non determina automaticamente l'automatica applicazione della tenuità se l'offesa al bene ambiente è ritenuta significativa
  • La proprietà dell'area o la qualità di amministratore non esclude di per sé la configurabilità del reato di deposito incontrollato; la responsabilità può emergere anche per attività occasionali riconducibili all'impresa
  • Per impugnazioni trasformate in ricorso per cassazione é essenziale dimostrare la mancanza di congruità logica della motivazione o la violazione di norme di diritto, altrimenti il motivo è ritenuto generico e inammissibile

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