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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07631/2026 del 26/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del 28/05/2025 del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP (14/05/2025) nei confronti di Russo e Pirisi per lavori e modifiche del terreno in area litoranea vincolata paesaggisticamente. Il PM lamenta, in particolare, l'omessa valutazione di prove decisive (consulenze tecniche a firma di botanico e geologo del PM) e la valutazione erronea o incompleta dell'esistenza del fumus e del periculum tenendo conto solo della consulenza di parte e dei successivi provvedimenti amministrativi che avevano concesso titoli abilitativi.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato: ha censurato l'omesso esame, da parte del Tribunale del riesame, di consulenze tecniche decisive prodotte dal Pubblico ministero e l'errata valutazione dei titoli amministrativi come idonei ad escludere automaticamente la sussistenza degli elementi cautelari. La Corte ha quindi accolto il ricorso del Procuratore (annullando l'ordinanza impugnata) richiamando l'obbligo del giudice del riesame di valutare e motivare comparativamente le consulenze tecniche contrastanti e di considerare l'unitarietà dell'intervento (modifica del suolo + opere sovrastanti) nel giudizio sul fumus e sul periculum; ne consegue l'ordine di nuovo esame conformemente ai principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Usato come norma quadro per l'imputazione in concorso tra più persone; la Corte conferma l'inquadramento dei comportamenti collettivi nella fattispecie del concorso di persone nel reato

  • art. 181, comma 1, d.lgs. n. 42 del 2004

    Richiamato in relazione al danno ai beni paesaggistici: la Corte evidenzia che la valutazione del deterioramento paesaggistico è pertinente ai fini cautelari e non viene automaticamente esclusa dalla produzione di titoli amministrativi

  • art. 136, comma 1 d.lgs. n. 42/2004

    Riferimento alla tutela paesaggistica dell'area; la Corte considera la qualificazione dell'area come bene paesaggistico rilevante ai fini della sussistenza degli illeciti contestati

  • art. 44, comma 1, lett. c), d.P.R. n. 380 del 2001

    Norma richiamata per la configurazione del reato urbanistico; la Corte osserva che talune ipotesi di illecito edilizio non richiedono necessariamente la dimostrazione del deturpamento paesaggistico per integrare il reato

  • art. 518-duodecies cod. pen.

    Fattispecie penale di danno ambientale: la Corte sottolinea che si tratta di un reato di danno, impermeabile all'esistenza di un titolo amministrativo e sindacabile dal giudice penale

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro preventivo impeditivo: la Corte richiama che tale misura richiede la verifica del pericolo attuale e concreto che la disponibilità del bene possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Citata nella discussione sull'interesse del PM ad impugnare: la Corte ricorda che la presunzione prevista per alcuni reati può incidere sull'onere probatorio relativo all'attualità delle esigenze cautelari

  • art. 322-bis e art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamate in tema di limiti dell'impugnazione: la Corte ricorda che il ricorso avverso ordinanze di riesame è ammesso per violazione di legge e che la nozione di violazione comprende l'omessa o apparente motivazione

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma sulla cassazione per le misure cautelari reali: la Corte utilizza questo principio per verificare i vizi di motivazione e l'omesso esame di elementi decisivi

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Richiamata in ordine alle notifiche di conclusione indagini e alla cronologia procedurale; non incide direttamente sulle questioni cautelari ma contestualizza la fase delle indagini

  • D.M. 27/12/1966

    Usato per qualificare l'area come sottoposta a vincolo paesaggistico; la Corte tiene conto della qualificazione amministrativa dell'area nel valutare la rilevanza penale degli interventi

Massime di principio

  • Il tribunale del riesame deve esaminare e motivare, anche sinteticamente, le consulenze tecniche contrastanti: l'omesso esame di CTU decisive integra vizio di motivazione censurabile in cassazione
  • I provvedimenti amministrativi successivi non sanano automaticamente abusi anteriori sul territorio né escludono la possibilità di responsabilità penale; il giudice penale può sindacare la legittimità degli atti amministrativi quando rilevanti per l'accertamento del reato
  • Il sequestro preventivo impeditivo richiede valutazione congiunta di fumus e periculum; la ripresa di una condotta abusiva già accertata può rendere attuali le esigenze cautelari anche senza ripetuta dimostrazione ex novo
  • Nelle impugnazioni cautelari il Procuratore deve dimostrare interesse attuale e concreto a impugnare, salvo casi in cui la reiterazione della condotta rendi automaticamente attuali le esigenze cautelari
  • La valutazione dell'intervento edilizio deve essere unitaria: modifiche del suolo e opere sovrastanti vanno considerate insieme per definire se si tratta di 'nuova opera' e per valutare l'incidenza penale
  • La semplice produzione di titoli abilitativi non esonera il giudice penale dall'accertare l'effettivo stato dei luoghi e l'eventuale persistenza di modifiche irreversibili già compiute
  • In cassazione contro ordinanze di riesame la nozione di violazione di legge comprende l'assenza o l'apparenza della motivazione e l'omesso esame di punti decisivi emergenti dagli atti

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