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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07633/2026 del 26/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il loro incidente di esecuzione contro l'ordine di demolizione relativo all'immobile di via Rocco Caldieri n.3 a Quarto. Hanno dedotto: 1) che la loro istanza non era mera riproposizione di quella già respinta dai genitori, poichè introduceva nuovi profili di diritto (contestazione del titolo esecutivo ai sensi dell'art. 670 c.p.p. per mancata notifica dell'estratto contumaciale) e di fatto (ritrovamento di una scrittura privata di comodato che attesterebbe un diritto personale di godimento anteriore e la legittimazione a due autonome istanze di condono ai sensi della L.724/94); 2) la loro legittimazione a proporre l'incidente in quanto attuali proprietari e diretti destinatari degli effetti demolitori, nonostante la donazione del bene dai genitori e la successiva condotta dei danti causa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per motivi formali e di merito: i motivi sono ritenuti non consentiti o aspecifici. La Corte ha escluso che terzi estranei al processo penale possano far valere questioni attinenti allo svolgimento del processo cognitivo (quale la nullita o l'irregolarita della sentenza di condanna) al fine di determinare la sua caducazione formale; il terzo può invece contestare in incidente di esecuzione solo i presupposti sostanziali dell'ordine di demolizione (esistenza dell'abuso, conformita o sanatoria). Quanto alla scrittura privata di comodato, i ricorrenti non hanno dimostrato la sua incidenza decisiva: non ne hanno allegato contenuto o data certa, né spiegato come essa smonti le argomentazioni già valutate dalla Corte territoriale (in particolare la valutazione del carattere unitario dell'immobile e l'elusione del limite volumetrico tramite frazionamento delle domande di condono). La Corte ha inoltre rilevato la persistenza della disponibilità dei genitori (istanza di autodemolizione del 15/04/2024) come elemento incompatibile con la tesi dei figli. Perciò i ricorsi sono dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono condannati alle spese e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 666 c.p.p.

    Norma sul procedimento di incidente di esecuzione; la Corte richiama i limiti di ammissibilita dell'istanza di incidente di esecuzione proposta da soggetti estranei al processo penale di cognizione

  • art. 670 c.p.p.

    Rinvio rispetto al titolo esecutivo costituito dalla sentenza; la Corte esclude che terzi possano far valere vizi attinenti allo svolgimento del processo cognitivo per ottenere la caducazione formale della sentenza

  • art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001

    art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    Norma sulla verifica di conformita e sulla possibilita di accertamento di conformita/sanatoria in sede diversa dal processo penale; indicata come rimedio per il terzo che contesta la sussistenza dell'abuso

  • legge n. 724/1994

    Richiamata in relazione alle domande di condono edilizio e ai limiti procedurali e volumetrici per la concedibilita della sanatoria

  • legge n. 47/1985

    art. 31, comma terzo, legge n. 47/1985

    Richiamata insieme alla L.724/94 per i criteri di legittimazione alla richiesta di sanatoria anche da parte di soggetti diversi dal proprietario, ma la Corte sottolinea che serve un interesse giuridicamente qualificato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma riguardante la sanzione pecuniaria prevista per alcuni illeciti processuali; citata in rapporto alla possibilita di aggravare la sanzione in caso di inammissibilita, con riferimento all'intervento della L. n. 103/2017

  • art. 1, comma 64, L. n. 103/2017

    art. 1, comma 64, L. n. 103/2017

    Consente di aumentare la sanzione prevista dall'art. 616 cod. proc. pen. oltre il massimo in caso di inammissibilita del ricorso; la Corte l'ha applicata equitativamente per disporre il versamento di euro 3.000

Massime di principio

  • Un terzo estraneo al processo penale non puo impugnare in sede di incidente di esecuzione vizi che attengono alla validita formale della sentenza di condanna: tali questioni attengono al giudizio di cognizione che si e svolto contro l'imputato.
  • Il terzo che subisce gli effetti di un ordine di demolizione puo agire solo per contestare i presupposti sostanziali dell'ordine (esistenza dell'abuso, conformita, diritto alla sanatoria), non per chiedere la caducazione formale della condanna penale.
  • Nuove prove o documenti (es. scritture private) devono essere allegati, datati e dimostrati come decisivi: in Cassazione il ricorso deve mostrare chiaramente l'incidenza oggettiva della novita sul ragionamento probatorio impugnato.
  • La legittimazione a richiedere titoli di sanatoria non puo fondarsi su meri interessi di fatto: serve una situazione giuridica qualificata opponibile ai terzi (titolarita, data certa del contratto, ecc.).
  • La condotta successiva dei danti causa (per es. presentazione di istanza di autodemolizione) puo integrare elemento indiziario della loro persistente disponibilita e contraddire la tesi di autonomo centro di interessi dei terzi.
  • In Cassazione il principio di autosufficienza del ricorso impone di trascrivere e allegare i documenti decisivi: l'omissione impedisce il controllo e rende la censura inammissibile per difetto di specificita.

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