Cassazione Penale, Sentenza n. 5738/2022 del 17/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la condanna per il reato di minaccia commesso ai danni di Magrini Lamberto; contestava (1) vizi di motivazione nella affermazione di responsabilità: il fatto era stato originariamente contestato come inviato tramite sms ma il giudice lo aveva ritenuto consumato mediante telefonata, e la condanna si era fondata quasi esclusivamente sulle dichiarazioni della persona offesa senza adeguata verifica della loro attendibilità; (2) illegittimo aumento di pena per recidiva, mai contestata e inesistente poiché l'imputato risulta incensurato.
La decisione
La Corte ha riqualificato l'appello in ricorso per cassazione (correttamente, perché la sentenza di primo grado era inappellabile trattandosi di sola pena pecuniaria). Ha rigettato il motivo relativo alla responsabilità, ritenendo legittima la valutazione probatoria basata sulle dichiarazioni della persona offesa e sul riscontro dell'operante circa la ricezione di una chiamata dall'utenza intestata al ricorrente; ha invece accolto il motivo relativo alla recidiva: poiché la recidiva non era stata contestata e l'imputato è incensurato, la Corte ha annullato senza rinvio la parte della sentenza che aveva applicato l'aumento per recidiva (pari a circa euro 100) e ha rideterminato la pena in euro 600 di multa; nel resto il ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
Principi giurisprudenziali sulla valutazione delle dichiarazioni della persona offesa (Sez. Un., n. 41461 del 19 luglio 2012, "Bell'Arte" ed altri, Rv. 253214)
Sez. Un., n. 41461 del 19 luglio 2012, Bell'Arte ed altri, Rv. 253214
La Corte ha richiamato il principio secondo cui le dichiarazioni della persona offesa, pur richiedendo un vaglio rinforzato data la possibile posizione di interesse, possiedono autonomia probatoria e possono essere corroborate da elementi esterni che attestino l'assenza di intento calunniatorio; tali riscontri non devono necessariamente costituire prove autonome di ogni dettaglio della narrazione.
Massime di principio
- La modifica della modalità concreta (es. sms vs telefonata) non configura necessariamente una violazione del diritto di difesa se il mutamento non tocca l'essenza del fatto addebitato e non pregiudica l'esercizio della difesa.
- Le dichiarazioni della persona offesa hanno valore probatorio autonomo ma richiedono un "vaglio rinforzato": è sufficiente un riscontro esterno idoneo a escludere l'intento calunniatorio, che non deve però fornire prova di ogni particolare della versione resa.
- Il riscontro di elementi esteriori (per es. registrazioni o dati tecnici che attestino una comunicazione tra utenze) può legittimamente sostenere la credibilità della persona offesa anche se non prova il contenuto specifico della comunicazione.
- La recidiva non può essere applicata se non è stata contestata in capo all'imputato e se non è effettivamente configurabile: in caso contrario la misura aumentativa è annullabile e la pena va rideterminata.
- Le sentenze del Giudice di Pace che dispongono soltanto una pena pecuniaria e non recano statuizioni civili sono inappellabili: l'appello va riqualificato ove necessario (es. in ricorso per cassazione).
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