Sentenza n. 724/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) n. 1046/2024, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia, sezione staccata di Brescia, che aveva definito il ricorso contro il silenzio-inadempimento della Prefettura sull'istanza di aggiornamento dell'interdittiva antimafia e di iscrizione nella white list
Esito
La controversia
La società, colpita nel 2017 da un'interdittiva antimafia della Prefettura di Mantova e dal diniego di iscrizione nella white list, aveva presentato nel 2024 un'istanza di aggiornamento o riesame ai sensi dell'art. 91, comma 5, del d.lgs. n. 159/2011, chiedendo in subordine l'applicazione dell'art. 94-bis del medesimo decreto. A fronte del mancato riscontro prefettizio, aveva proposto ricorso contro il silenzio-inadempimento, deducendo la violazione dell'art. 91, comma 5, d.lgs. n. 159/2011, dell'art. 2 l. n. 241/1990 e del principio di buon andamento. Dopo i precedenti gradi di giudizio, nei quali era stato dichiarato l'obbligo del Ministero di provvedere sull'istanza di aggiornamento mediante riesame del quadro indiziario, la società aveva chiesto la nomina di un commissario ad acta per l'inerzia persistente della Prefettura.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che, nelle more, la Prefettura di Mantova aveva adottato il decreto del 28 novembre 2025, con il quale aveva revocato l'interdittiva antimafia e accolto l'istanza di iscrizione nella white list. Il provvedimento sopravvenuto è stato ritenuto pienamente satisfattivo della pretesa azionata, con adesione della difesa erariale. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 91, comma 5, d.lgs. 159/2011
Fondava l'istanza di aggiornamento o riesame dell'interdittiva antimafia e del diniego di iscrizione nella white list.
art. 94-bis d.lgs. 159/2011
Era stato invocato in via subordinata dalla società quale possibile misura applicabile nell'ambito della vicenda antimafia.
artt. 31 e 117 c.p.a.
Disciplinavano il ricorso contro il silenzio-inadempimento della Prefettura.
art. 2 l. 241/1990
Era stato dedotto quale parametro relativo all'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Richiamato in relazione alla definizione del giudizio per sopravvenuta soddisfazione della pretesa.
art. 38 c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili alla decisione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito la base normativa per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della società.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento dei dati.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio contro il silenzio-inadempimento, l'amministrazione adotta un provvedimento sopravvenuto che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
- La revoca dell'interdittiva antimafia e il contestuale accoglimento dell'istanza di iscrizione nella white list costituiscono, se adottati nelle more del giudizio, una soddisfazione piena della pretesa diretta a ottenere l'aggiornamento o il riesame della posizione prefettizia.
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