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Sentenza

Sentenza n. 7203/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202602176

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. L’adozione del provvedimento espresso di rifiuto del rilascio del permesso di soggiorno ha fatto venir meno l’interesse del ricorrente alla decisione sull’originario silenzio-inadempimento, non essendo più attuale la situazione di inerzia amministrativa contestata. La natura processuale della pronuncia ha giustificato la compensazione delle spese di lite.

TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento della Questura di Roma sull’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno presentata il 25 marzo 2025

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dalla Questura di Roma sull’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Nel corso del giudizio, l’amministrazione ha comunicato di avere adottato, con provvedimento intervenuto prima della camera di consiglio, un rifiuto di rilascio del permesso di soggiorno. Il TAR ha quindi rilevato la possibile sopravvenuta carenza di interesse, dandone avviso alle parti ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il giudice deve dare alle parti avviso della possibile rilevanza decisoria di una questione rilevata d’ufficio, quale la sopravvenuta causa di improcedibilità.

Massime di principio

  • La proposizione di un ricorso avverso il silenzio-inadempimento presuppone la persistenza dell’inerzia amministrativa al momento della decisione; l’adozione, nelle more del giudizio, di un provvedimento espresso sull’istanza determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul silenzio e rende il ricorso improcedibile.
  • L’adozione di un provvedimento espresso successivo alla proposizione del ricorso contro il silenzio non definisce il merito della pretesa sostanziale, ma fa venir meno l’oggetto attuale del giudizio sul silenzio; l’eventuale contestazione del nuovo provvedimento deve essere proposta mediante gli strumenti processuali appropriati.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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