Sentenza n. 9435/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'ottemperanza della sentenza di accoglimento n. 1565/2024 del 08.02.2024 resa dal Dott.ssa Alfonsina Bellini quale Giudice del Lavoro, presso il Tribunale Ordinario di Roma, all'esito del giudizio R.G. n. 36820/2022, divenuta cosa giudicata perché non oggetto di alcun gravame nel termine di sei mesi dal deposito della stessa, giusta certificazione di passaggio in giudicato resa dal competente Ufficio del Tribunale Ordinario di Roma in data 25.11.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Roma che aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione professionale docenti e condannato il Ministero al pagamento di € 1.902,05, oltre interessi
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza definitiva del giudice del lavoro, passata in giudicato e notificata in forma esecutiva. La sentenza aveva accertato il diritto della docente a percepire, per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 e in relazione ai giorni di lavoro effettivamente svolti, la retribuzione professionale docenti prevista dall'art. 7 del CCNL del 15 marzo 2001, condannando il Ministero al pagamento della somma complessiva di € 1.902,05, oltre interessi. La ricorrente ha lamentato la protratta inerzia dell'Amministrazione. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni sull'inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva dimostrato l'avvenuto adempimento delle obbligazioni derivanti dal giudicato e non aveva giustificato la propria inerzia. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, con facoltà di delega e senza compenso, incaricandolo di provvedere all'esecuzione entro i successivi 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato al Ministero, previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in € 700,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Consente di chiedere l'esecuzione del giudicato amministrativo o del giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario; nel caso concreto il TAR ha ordinato all'Amministrazione di adempiere e ha nominato un commissario ad acta per l'eventuale inerzia.
art. 7 CCNL del 15.03.2001
È la fonte contrattuale del diritto alla retribuzione professionale docenti riconosciuto dal giudicato del giudice del lavoro.
D.M. 55/2014
È stato richiamato quale parametro per la liquidazione delle spese del giudizio di ottemperanza, in relazione alla sua natura essenzialmente esecutiva.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'esecuzione di un giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario quando l'obbligazione gravante sull'Amministrazione non sia stata adempiuta.
- Qualora l'Amministrazione non dimostri l'avvenuto adempimento del giudicato e non fornisca giustificazioni sull'inerzia, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione entro un termine determinato.
- In caso di persistente inerzia dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, fissando un termine per l'esercizio del potere sostitutivo decorrente dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e subordinandone l'attivazione alla richiesta della parte vittoriosa.
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