Cassazione Penale, Sentenza n. 6980/2025 del 19/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il difensore ha proposto ricorso straordinario per cassazione deducendo un "errore di fatto": la sentenza della Cassazione, richiamando la Corte d'appello, avrebbe scritto che Mazzeo aveva percepito un compenso per un'attività "non svolta", mentre la Corte d'appello aveva parlato di un'attività "svolta". Si sosteneva che tale presunta svista percettiva fosse decisiva ai fini della conferma della condanna per peculato.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato come infondato. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata sull'art. 625-bis c.p.p.: l'errore di fatto è limitato a errori percettivi nella lettura degli atti che abbiano inciso in modo decisivo sulla decisione; sono esclusi errori di giudizio o di interpretazione giuridica. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto che, sebbene sussista una imprecisione testuale (riferimento a "non svolta" vs "svolta"), tale errore non fosse decisivo perché il percorso logico-argomentativo era coerente con la valutazione di merito: sia la Corte d'appello sia la Cassazione avevano comunque ritenuto provato che Mazzeo aveva percepito consapevolmente somme distratte da Votrico e aveva coadiuvato nella produzione di mandati falsi, giustificando le condanne per peculato e falso. Il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto; interpretato come rimedio applicabile solo agli errori percettivi nella lettura degli atti che abbiano effettivamente determinato una diversa decisione, escludendo errori di giudizio e di interpretazione giuridica.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede che la parte privata che propone il ricorso, se questo è rigettato, sia condannata al pagamento delle spese del procedimento (applicato nel caso di rigetto).
art. 610, comma 5 e art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.
Richiamati in relazione alle regole sullo svolgimento del procedimento con contraddittorio scritto e sull'assenza di richiesta di trattazione orale nei termini; hanno giustificato la celebrazione senza presenza delle parti.
Massime di principio
- Il ricorso per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori percettivi nella lettura degli atti (svista o equivoco) e non per valutazioni o interpretazioni giuridiche.
- Per essere accolta, l'errore di fatto deve essere "decisivo": il ricorrente deve dimostrare che, senza quell'errore percettivo, la decisione sarebbe stata diversa.
- Gli errori di valutazione della prova o del percorso argomentativo della corte (errori di giudizio) non rientrano nel rimedio straordinario e devono essere prospettati con gli strumenti di impugnazione ordinaria.
- Una mera imprecisione testuale o una differente formulazione che non altera la ratio decidendi non è sufficiente a fondare il ricorso: la Corte verifica se il percorso logico della decisione è comunque coerente.
- Prima di proporre il ricorso straordinario per errore di fatto conviene documentare puntualmente le parti omesse o lette erroneamente e spiegare in che modo la correzione avrebbe inciso sull'esito, tenendo conto anche del rischio di condanna alle spese in caso di rigetto.
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