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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02749/2026 del 23/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per omessa presentazione della dichiarazione fiscale annuale da parte della società di cui era legale rappresentante. In particolare, deduceva: 1) l'intervenuta prescrizione del reato, sostenendo che il termine fosse già decorso; 2) l'erronea conferma della colpevolezza, chiedendo in sostanza una diversa valutazione delle prove; 3) il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; 4) l'eccessività della pena inflitta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sulla prescrizione, precisando che per il reato contestato il termine massimo di prescrizione è di dieci anni ai sensi dell'art. 17, comma 1-bis, del d.lgs. n. 74 del 2000, con decorrenza dal 31 dicembre 2016 e maturazione al 31 dicembre 2026. Ha giudicato manifestamente infondati anche i motivi sulla responsabilità, sulla particolare tenuità del fatto e sul trattamento sanzionatorio, osservando che essi miravano a ottenere una rivalutazione del merito estranea al giudizio di legittimità e che la motivazione di merito era razionale e adeguata. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma incriminatrice relativa all'omessa presentazione della dichiarazione fiscale annuale; il fatto contestato integra tale reato.

  • art. 17, comma 1-bis, d.lgs. n. 74 del 2000

    Per il reato contestato prevede un termine massimo di prescrizione di dieci anni.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è esclusa quando la condotta sia protratta nel tempo e riguardi redditi di elevato ammontare.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel reato di omessa presentazione della dichiarazione fiscale, il termine massimo di prescrizione va determinato secondo la disciplina speciale del d.lgs. n. 74 del 2000 e, se il fatto si consuma al 31 dicembre dell'anno di scadenza, il dies ad quem decorre da tale data.
  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una rivalutazione alternativa delle fonti probatorie o dei fatti accertati dai giudici di merito, se la motivazione della decisione impugnata è logica e coerente.
  • La particolare tenuità del fatto può essere negata quando la condotta illecita abbia natura protratta e riguardi importi fiscalmente rilevanti, poiché tali elementi contrastano con la minima offensività richiesta dall'art. 131-bis c.p.
  • La censura sulla pena è infondata quando il giudice di merito abbia applicato il minimo edittale e riconosciuto le attenuanti generiche, salvo vizi di manifesta illogicità o violazione di legge.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione comporta la condanna alle spese processuali e al versamento della somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieOmessa dichiarazioneImpugnazioniCause di non punibilità
RamiReati tributariProcesso penaleParte generale
IstitutiPrescrizione del reatoParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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