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Sentenza

Sentenza n. 12686/2026 - Roma, Sezione 3T

Giustizia amministrativa202515586

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza dell'Amministrazione alla sentenza del Tribunale di Velletri n. 808/2025, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'accertamento dell'inottemperanza del Ministero dell'Istruzione e del Merito e la conformazione dell'Amministrazione alla sentenza del Tribunale di Velletri n. 808/2025, pronunciata in funzione di giudice del lavoro e passata in giudicato. Ha dedotto l'omessa esecuzione degli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. L'Amministrazione, pur costituita in giudizio, non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della sentenza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovato l'inadempimento dell'Amministrazione alla luce dell'assenza di chiarimenti sull'esecuzione del giudicato e dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra debitore e creditore. Ha precisato che, quando l'ottemperanza riguarda una sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, il giudizio ha carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo deve limitarsi ad accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo, senza integrare il contenuto della pronuncia o svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Il Ministero è stato condannato a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento è stato nominato commissario ad acta il Direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, autorizzato a sostituirsi all'Amministrazione e, se necessario, a superare il dissenso di altre amministrazioni entro i successivi 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 400 euro oltre accessori per spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato

    La disposizione consente di agire in ottemperanza per ottenere l'attuazione di una sentenza civile passata in giudicato e l'adempimento dell'obbligo dell'amministrazione di conformarsi al relativo contenuto.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario, comprese quelle pronunciate in funzione di giudice del lavoro, quando la pubblica amministrazione sia tenuta a conformarsi al titolo giudiziale.
  • L'ottemperanza a una sentenza civile passata in giudicato ha carattere meramente esecutivo e deve limitarsi all'accertamento dell'esistenza di un comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza integrare il contenuto della sentenza né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • Quando l'amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni idonei a dimostrare la corretta esecuzione del giudicato, tale inerzia può fondare l'accertamento dell'inadempimento e la condanna a provvedere, secondo i principi sull'onere della prova nei rapporti tra debitore e creditore.
  • In caso di persistente inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, fissandone i poteri, il termine di intervento e la facoltà di delega.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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