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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38338/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Occhiuto era stato condannato per abuso d'ufficio (art.323 c.p.) per aver prestato attività retribuita presso il Comune di Reggio Calabria in assenza di regolare procedimento di pubblicizzazione e comparazione (art.7 comma 6-bis d.lgs. n.165/2001) e per aver proseguito l'attività dopo la scadenza del contratto. In Cassazione il ricorrente deduceva: (1) errore di diritto nella qualificazione del fatto e nell'applicazione dell'art.323 c.p., lamentando che i giudici avessero valutato il contenuto della delibera e della convenzione anziché la sua condotta; (2) vizio di motivazione e mancata prova dell'affidamento diretto dell'incarico, dato che in dibattimento emerse che la selezione era stata svolta e parte della documentazione era in possesso della dirigente deceduta; (3) mancanza degli elementi oggettivi e soggettivi dell'abuso d'ufficio, poiché l'attività fu realmente svolta (nessun profitto illecito nella percezione del compenso) e non risultava provato il dolo intenzionale o un vantaggio ingiusto derivante dall'elusione delle procedure.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso. Ha ritenuto inammissibile la censura sul vizio di motivazione in ordine alla prova di fatto (secondo motivo), perché mirava a rimettere in discussione valutazioni probatorie corrette dei giudici di merito. Tuttavia, ha ritenuto fondato il profilo relativo alla partecipazione ex art.110 c.p.: non è emerso alcun contributo causale, né materiale né morale, fornito da Occhiuto alla realizzazione dell'abuso d'ufficio attribuito alla dirigente (deceduta). Non è stata provata alcuna relazione pregressa o accordo tra i due che rendesse plausibile il concorso di persone nel reato. Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e dichiarata la non responsabilità dell'imputato; il terzo motivo è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 323 cod. pen.

    Norma sull'abuso d'ufficio: la Corte richiama che per la configurazione occorrono la violazione di un dovere d'ufficio, l'ingiustizia del vantaggio o del danno e il dolo specifico; non è sufficiente la mera violazione formale se non provato il vantaggio ingiusto o l'intenzionalità richiesta.

  • art. 110 cod. pen.

    Regola sulla concorso di persone nel reato: per imputare responsabilità ad un extraneus occorre provare un contributo causale al fatto (materiale o morale, anche istigazione) che abbia rilievo causale nella realizzazione del reato.

  • art. 7 comma 6-bis d.lgs. 30 marzo 2001 n.165

    Imposizione all'amministrazione di pubblicizzazione ed espletamento della procedura comparativa per incarichi di collaborazione; l'eventuale omissione può integrare violazione degli obblighi amministrativi ma la responsabilità penale di terzi richiede prova del loro contributo causale e del dolo rispetto all'ingiusto vantaggio.

  • art. 23 comma 8 d.l. n.137/2020 e art.16 comma 1 d.l. 30 dicembre 2021 n.228 (norme di conversione)

    Norme procedurali che hanno consentito il trattamento del procedimento in forma cartolare (decisione sulla base degli atti senza udienza).

Massime di principio

  • Per configurare il concorso di persone (art.110 c.p.) in un abuso d'ufficio attribuito a un pubblico dipendente o dirigente è necessario provare il contributo causale dell'extraneus; la semplice fruizione del rapporto di lavoro o la corresponsione di compensi non dimostrano automaticamente concorso.
  • L'omessa indicazione nel contratto di atti prodromici o della procedura di selezione non è di per sé sufficiente a provare l'assenza della procedura stessa: occorre valutare la prova documentale e testimoniale nel suo complesso e la responsabilità penale richiede elementi di dolo e vantaggio ingiusto.
  • Quando la violazione riguarda obblighi dell'amministrazione (es. mancata pubblicizzazione di procedure secondo il d.lgs. n.165/2001), la responsabilità penale di soggetti esterni dipende dall'accertamento di un accordo o di un contributo che abbia inciso causalmente sull'illecito amministrativo.
  • La Corte di legittimità limita il suo sindacato sulle valutazioni probatorie dei giudici di merito; tuttavia, annulla quando manca prova di elementi essenziali del reato o del concorso, specialmente il contributo causale e il dolo specifico.
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe puntare a dimostrare: a) assenza di rapporti o accordi con chi ha gestito l'incarico; b) esistenza di documentazione probatoria della procedura di selezione o di titoli adeguati; c) assenza di intento volto a conseguire un vantaggio ingiusto.

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