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Ordinanza

Ordinanza n. 1519/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202600162

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale di demolizione e rimessione in pristino dell'immobile, con dichiarazione di inefficacia della SCA di agibilità

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale sostenendo, in sintesi, che il precedente proprietario aveva ottenuto l'autorizzazione al cambio di destinazione d'uso dell'immobile da civile abitazione a esercizio commerciale e l'agibilità dei locali al piano terra e seminterrato; che un atto sindacale del 1994 avrebbe recepito il parere favorevole dell'Ufficio tecnico comunale; che una dichiarazione sostitutiva dell'epoca attestava la realizzazione del fabbricato anteriormente al 1912 e l'assenza di successivi interventi trasformativi; e che anche la controversa apertura o "bucatura" sarebbe stata realizzata prima del 1912, quando non era richiesto il titolo edilizio. I ricorrenti richiamavano inoltre il frazionamento, la variazione della destinazione d'uso e la numerazione civica fondati sull'atto comunale di assenso del 6 settembre 1994, mai rimosso. Il Comune ha contestato tale ricostruzione sostenendo che gli elaborati del Piano particolareggiato approvato nel 1988 rappresentavano un muro pieno; che l'apertura sarebbe stata realizzata in epoca successiva, secondo il Comune tra il 1985 e il 1994; che la sequenza della numerazione civica dimostrerebbe l'assenza di varchi intermedi prima del 1967; che l'autorizzazione del 1994 sarebbe stata rilasciata sulla base di uno stato dei luoghi non conforme al Piano particolareggiato e non costituirebbe titolo edilizio; e che l'immobile sarebbe rimasto un'unica unità abitativa sino al frazionamento del 2014 mediante variazione DOCFA.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito della controversia, ritenendo necessario acquisire un approfondimento tecnico sui fatti decisivi, in particolare sulla collocazione temporale della realizzazione della controversa apertura e sulla corrispondenza tra lo stato dei luoghi e i titoli abilitativi, anche taciti, successivi. Ha disposto una verificazione nel contraddittorio delle parti, affidandola al dirigente competente del Comune di Palermo in materia di condono, sanatorie edilizie e abusivismo, con facoltà di delega a funzionario professionalmente idoneo. Il verificatore dovrà effettuare un sopralluogo, esaminare la documentazione tecnica e fotografica, gli elaborati del Piano particolareggiato, la pratica di cambio d'uso, l'assenso comunale e la dichiarazione sostitutiva, valutare la sequenza della numerazione civica, stabilire se sia più verosimile una realizzazione anteriore al 1912 o successiva al 1967, esaminare l'esatta rappresentazione dei luoghi sottesa ai titoli abilitativi e individuare eventuali titoli autorizzatori della rampa di accesso. Sono stati fissati termini per la relazione del verificatore, le osservazioni dei periti di parte e le controdeduzioni, con rinvio della discussione del merito al 19 novembre 2026. È stato liquidato un acconto di 750 euro oltre accessori, posto provvisoriamente a carico dei ricorrenti.

Massime di principio

  • Quando la decisione sull'impugnazione di un provvedimento edilizio dipende dalla ricostruzione tecnica e storica dello stato dei luoghi, il giudice amministrativo può disporre una verificazione nel contraddittorio delle parti prima di definire il merito.
  • La verificazione può riguardare non solo l'accertamento materiale dell'opera, ma anche la coerenza tra la sua rappresentazione, la documentazione tecnica, gli strumenti urbanistici e i titoli abilitativi o autorizzatori eventualmente formatisi nel tempo.
  • In presenza di ricostruzioni contrapposte sull'epoca di realizzazione di un intervento edilizio, il verificatore può essere incaricato di individuare, sulla base della documentazione, del sopralluogo e degli elementi oggettivi disponibili, la collocazione temporale maggiormente verosimile.
  • Il giudice può affidare la verificazione a un dirigente di un'amministrazione pubblica dotato di competenza tecnica pertinente, prevedendo la facoltà di delega a un funzionario professionalmente idoneo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziPiani attuativi e lottizzazioniIstruttoria processuale
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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