Cassazione Penale, Sentenza n. 39155/2023 del 26/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva annullato la custodia cautelare in carcere applicata a Stillitani, indiziato di: a) concorso in estorsione aggravata per avere costretto il direttore della struttura turistica Tui Magic Life di Pizzo Calabro ad assumere Saverio Prostamo e Salvatore Muggeri; b) concorso in estorsione aggravata di matrice mafiosa per avere imposto l'affidamento del servizio di lavanderia alla società Kairon. Il Procuratore contestava la valutazione del Tribunale ritenendo che quest'ultimo avesse erroneamente escluso i gravi indizi di colpevolezza, avendo selezionato e valorizzato alcune dichiarazioni della persona offesa (tra cui verbali del 21.3.2019, 16.1.2020 e 25.11.2020) e omesso di considerare la loro successione temporale, il contesto ambientale, le intercettazioni e la possibilità che la coartazione della volontà potesse assumere forma implicita data l'intimidazione esercitata dall'associazione mafiosa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato l'ordinanza del Tribunale per motivazione parziale e omissione di elementi indiziari rilevanti, in particolare per la mancata valutazione esaustiva delle dichiarazioni della persona offesa nella loro successione e delle conversazioni intercettate. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Catanzaro per un nuovo giudizio di riesame, ordinando che siano valutati compiutamente tutti gli elementi istruttori prima di decidere sulla custodia cautelare. La pronuncia non decide nel merito della responsabilità penale ma richiede una nuova valutazione motivata degli indizi e delle registrazioni.
Norme richiamate
art. 416-bis (riferimento in sentenza alla fattispecie di associazione mafiosa e aggravazione)
La Corte richiama la necessità di valutare il quadro indiziario anche alla luce della specifica capacità intimidatoria dell'associazione mafiosa; in tale contesto la coartazione della volontà della vittima può assumere forma implicita o 'silente' e pertanto va considerata la totalità delle dichiarazioni e delle intercettazioni per verificare la sussistenza dei gravi indizi.
Massime di principio
- Il giudice che valuta la sussistenza di gravi indizi per misure cautelari deve considerare l'insieme delle dichiarazioni della persona offesa, la loro successione cronologica e il senso complessivo, evitando selezioni parziali non motivate.
- Dichiarazioni successive della persona offesa che attenuano o negano fatti previamente denunciati richiedono una motivazione specifica e circostanziata da parte del giudice se gli si attribuisce maggiore valore a scapito di altre dichiarazioni.
- Nel contesto di reati con connotazione mafiosa, l'intimidazione può essere implicita: il giudice deve valutare il contesto territoriale, le affiliazioni degli indagati e la percezione di forza intimidatrice per comprendere se la volontà della vittima sia stata effettivamente coartata.
- Conversazioni intercettate e altri elementi tecnici devono essere valutati congiuntamente alle dichiarazioni testimoniali; la loro omissione può determinare un vizio di motivazione rilevante e legittimare l'annullamento e il rinvio.
- La Cassazione non entra nel merito se il Tribunale omette o trascura elementi istruttori potenzialmente decisivi; in tal caso annulla e rinvia per nuovo esame motivato, lasciando al giudice di merito la rivalutazione complessiva.
- Per disporre o confermare la custodia cautelare il giudice di riesame deve fornire una motivazione logica e completa sulla sussistenza dei gravi indizi e sulla necessità della misura, esplicitando perché certi elementi probatori prevalgono su altri.
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