Sentenza del 27/12/2017 n. 225 - Comm. Trib. Prov. Mantova
Ires - Esterovestizione - Prova in capo all'Ufficio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Ufficio riteneva che la società estera fosse esterovestita, ossia formalmente residente all'estero ma sostanzialmente amministrata e controllata dall'Italia. La contestazione si fondava, in particolare, sulla limitata base societaria e sulle frequenti interlocuzioni con il dominus italiano. Il giudice ha però rilevato che tali elementi, da soli, non dimostrano un'ingerenza sistematica e globale del soggetto italiano nell'attività ordinaria della società estera, tale da svuotare di funzione gli organi sociali esteri.
La decisione
La pretesa dell'Amministrazione finanziaria non è stata ritenuta adeguatamente provata. Per qualificare una società estera come fittizia, l'Ufficio deve fornire una prova rigorosa dell'effettiva gestione ordinaria dall'Italia e della sostanziale inattività o irrilevanza degli organi sociali esteri. La mera ristrettezza della compagine societaria e i frequenti rapporti con il dominus italiano non sono sufficienti, se non accompagnati da ulteriori elementi concreti e convergenti.
Massime di principio
- L'esterovestizione non può essere desunta automaticamente dalla proprietà italiana, dalla limitata base societaria o dai frequenti contatti tra la società estera e il suo dominus italiano.
- L'Amministrazione finanziaria ha l'onere di provare in modo rigoroso che la gestione effettiva e ordinaria della società avvenga dall'Italia.
- Sono necessari elementi concreti e convergenti che dimostrino un'ingerenza sistematica e globale nella gestione e il sostanziale svuotamento dei poteri degli organi sociali esteri.
- La presenza effettiva di organi societari esteri dotati di autonomia decisionale costituisce un elemento rilevante per escludere la fittizietà della sede estera.
- In situazioni analoghe, occorre distinguere tra controllo societario o coordinamento strategico, normalmente compatibili con una società estera effettiva, e gestione quotidiana integralmente esercitata dall'Italia, che può invece fondare la contestazione di esterovestizione.
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