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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18879/2023 del 05/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Palermo che aveva escluso il riconoscimento della particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. Il ricorrente deduce vizi di motivazione e di errata applicazione della normativa sulla particolare tenuità, sostenendo che non vi sarebbe stato danno per la persona offesa e che, considerata la natura tentata del furto e i limiti edittali, il fatto avrebbe dovuto ritenersi di particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione per carenza di specificità del motivo; il ricorso è stato ritenuto meramente reiterativo delle doglianze già proposte in appello e non ha confrontato efficacemente la motivazione della sentenza impugnata. La Corte d'appello aveva motivato l'esclusione della particolare tenuità in ragione delle modalità allarmanti della condotta (programmazione del reato e predisposizione di mezzi) e del danno cagionato, valutato in circa euro 160, ritenuto non esiguo. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La norma sulla particolare tenuità del fatto è stata richiamata dal ricorrente come base per la riduzione o esclusione della punibilità; la Corte d'appello ha valutato che, nonostante il limitato valore della refurtiva, le modalità (programmazione e mezzi predisposti) e il danno quantificato impedivano il riconoscimento della particolare tenuità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata dalla Corte di Cassazione per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria (euro 3.000,00) a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • La particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. non si valuta soltanto in base al valore economico della refurtiva: contano anche le modalità del reato (pianificazione, uso di mezzi, pericolo sociale) e l'effettivo danno subito dalla persona offesa.
  • Per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità è necessario fornire argomentazioni e prove specifiche che contrastino le valutazioni motivazionali del giudice di merito; affermazioni generiche o reiterazioni delle stesse doglianze sono spesso inammissibili in cassazione.
  • La Corte di Cassazione può dichiarare inammissibile il ricorso quando il motivo è privo di specificità e non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata.
  • In procedura di cassazione, chi impugna deve articolare chiaramente i punti di diritto e di fatto che si ritengono errati, rispondendo puntualmente alle ragioni espresse dal giudice d'appello; diversamente il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile.
  • La dichiarazione di inammissibilità può comportare sanzioni economiche: il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Quando il valore della cosa sottratta è basso, è comunque importante dimostrare l'assenza di elementi qualificanti (es. programmazione, strumenti predisposti, recidiva o pericolo sociale) per sostenere la tesi della tenuità.

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