Cassazione Penale, Sentenza n. 35611/2023 del 24/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego, da parte del Tribunale di Sorveglianza di Roma, delle misure alternative richieste: affidamento in prova al servizio sociale (richiesta principale) e, in via subordinata, detenzione domiciliare. Il Tribunale aveva rigettato le istanze fondandosi sui numerosi precedenti penali relativi a reati contro il patrimonio e su informazioni negative fornite dai Carabinieri, ritenendo irrilevante l'idoneità del domicilio. Il ricorrente, tramite difesa, ha contestato la motivazione richiamando l'anzianità delle condanne, l'assenza di denunce dal 2015, l'idoneità riconosciuta del domicilio e l'inconferenza delle considerazioni morali dei Carabinieri.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato in relazione al diniego della detenzione domiciliare. Ha constatato che il Tribunale non ha adeguatamente motivato la decisione sulla richiesta subordinata: a fronte dell'accertata idoneità del domicilio, dell'assenza di rischio di evasione e di comportamenti incompatibili, i soli precedenti, tutti risalenti, e le negative informazioni non risultano sufficienti a dimostrare l'inidoneità della misura, tenuto conto anche dell'età del ricorrente. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza limitatamente al diniego della detenzione domiciliare e ha rinviato al Tribunale di Sorveglianza di Roma per nuovo giudizio.
Massime di principio
- Il diniego di una misura alternativa deve essere motivato specificamente anche per le richieste subordinate; non è sufficiente un rinvio generico ai precedenti penali.
- I precedenti penali, se risalenti nel tempo e senza recenti segnali di ripresa criminosa, non sono automaticamente decisivi per escludere misure alternative.
- L'idoneità del domicilio e l'assenza di rischio di evasione sono fattori determinanti da valutare con rilievo proprio; se accertati, richiedono una motivazione approfondita per giustificare il diniego.
- Le informazioni di carattere morale o disciplinare (es. segnalazioni dei Carabinieri) devono essere concrete e pertinenti; valutazioni generiche non sostituiscono una motivazione concreta sull'incompatibilità della misura.
- L'età e il tempo trascorso dall'ultima contestazione rilevano nel bilanciamento tra pericolosità e finalità rieducativa delle misure alternative.
- In sede di presentazione di istanze per misure alternative conviene documentare in modo esplicito la stabilità del domicilio, l'assenza di condotte recenti e ogni elemento di integrazione sociale per prevenire il rischio che il giudice si limiti a considerazioni astratte sui precedenti.
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