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Sentenza

Sentenza n. 1321/2026 - Firenze, Sezione 4

per l'ottemperanza della sentenza emessa dal Tribunale di Livorno - Sezione Lavoro n. 713/2024 (causa N. R.G. 236/2024) del 2/10/2024 e pubblicata in pari data notificata al resistente via PEC l’8/10/2024 avente ad oggetto il riconoscimento in favore della ricorrente della c.d. “Carta Docente” dell’importo di €. 500,00/annui per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022.

Giustizia amministrativa202503545

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o tardiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Livorno che riconosceva il diritto alla Carta Docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Livorno, Sezione lavoro, n. 713/2024, passata in giudicato e notificata in forma esecutiva al Ministero. La sentenza civile aveva accertato il diritto della docente a ottenere la Carta Docente del valore di 500 euro annui per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, condannando il Ministero a metterla a disposizione. Con il ricorso la ricorrente chiedeva l'adozione delle misure attuative del giudicato, inclusa la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio il Ministero ha accreditato le somme dovute sulla carta elettronica della docente. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con condanna del Ministero alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, rilevando che l'adempimento era intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la pretesa sostanziale della ricorrente è stata integralmente soddisfatta mediante l'accredito delle somme sulla Carta Docente. Il Collegio ha tuttavia posto le spese di giudizio a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale, rilevando che l'esecuzione del giudicato civile è intervenuta solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza. Le spese sono state liquidate in 800 euro, oltre oneri e accessori di legge e rimborso del contributo unificato, in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale fatta valere è stata integralmente soddisfatta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione del giudicato da parte dell'amministrazione durante il processo determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse a ottenere ulteriori misure attuative.
  • Quando l'amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico in applicazione del principio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.
  • Nel valutare la soccombenza virtuale, il giudice può considerare il comportamento dell'amministrazione e il momento in cui è intervenuto l'adempimento rispetto alla proposizione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di liteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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