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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24964/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'opposizione avverso il provvedimento del Magistrato di sorveglianza (2/3/2021) che disponeva l'espulsione ai sensi dell'art. 16 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286. Il ricorrente denunciasse erronea applicazione dell'art. 19 d.lgs. 286/1998, violazione dell'art. 8 CEDU e degli artt. 29, 30, 31 Cost., nonché carenza di motivazione: in sostanza il tribunale non avrebbe adeguatamente valutato le ragioni ostative all'espulsione (legami familiari, durata del soggiorno, radicamento e inserimento sociale).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato per carenza motivazionale. Ha stabilito che il Tribunale di sorveglianza non ha svolto una ponderazione adeguata e documentata della pericolosità concreta e attuale dell'interessato in relazione alla sua situazione familiare, alla durata del soggiorno e ai legami con il paese di origine. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di sorveglianza di Bologna per un nuovo giudizio, che dovrà svolgere valutazioni motivate senza il vizio riscontrato.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 16

    norma che consente l'espulsione dello straniero quale misura alternativa alla detenzione; applicata nel caso concreto come provvedimento impugnato

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 19

    prevede condizioni ostative all'espulsione; la Corte richiede che il magistrato/tribunale non si limiti a constatarne la non sussistenza ma effettui una ponderazione della pericolosità concreta e attuale rispetto ai legami familiari e al radicamento

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 8

    richiamato dal ricorrente in quanto la misura espulsiva può incidere sul diritto alla vita privata e familiare; va valutato nel bilanciamento con l'interesse pubblico alla sicurezza

  • Costituzione Italiana, artt. 29, 30, 31

    richiamati per la tutela dei legami familiari e delle condizioni di integrazione sociale, elementi da considerare nella valutazione dell'espulsione

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    fondamento giuridico del motivo di ricorso per cassazione invocato (erronea applicazione di legge e motivazione carente)

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 1, n. 45973 del 30/10/2019 (Ravv. 277454)

    principio che il magistrato deve acquisire informazioni e ponderare la pericolosità concreta e attuale con riferimento alla situazione familiare, durata del soggiorno e legami sociali/culturali

Massime di principio

  • Il magistrato di sorveglianza e il tribunale devono motivare in modo articolato la decisione di espulsione alternativa alla detenzione: non è sufficiente enunciare genericamente l'assenza di radicamento o l'inefficacia dei legami familiari
  • Deve essere valutata la pericolosità concreta e attuale dello straniero in relazione alla sua complessiva situazione familiare, alla durata del soggiorno in Italia e ai legami culturali, sociali e familiari con il paese di origine
  • La presenza di familiari sul territorio italiano non costituisce automaticamente prova di radicamento o assenza di pericolosità: occorre verificarne la natura, l'effettività e l'incidenza sul comportamento dell'interessato
  • La carenza della motivazione su un punto essenziale della decisione determina l'annullamento del provvedimento e il rinvio per un nuovo giudizio, senza che la Corte di Cassazione decida nel merito
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe fornire elementi e documentazione sui legami familiari, durata del soggiorno, integrazione sociale e ogni indicazione utile a dimostrare la non attualità della pericolosità

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