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Sentenza

Sentenza n. 1167/2026 - Catania, Sezione 3

per l'accertamento del diritto ai benefici economici di cui all’art. 6 bis del d.l. n. 387 del 1987 e del conseguente obbligo dell’Amministrazione di provvedere alla rideterminazione dell’indennità di buonuscita mediante l’inclusione, nella relativa base di calcolo, dei sei scatti stipendiali, con ulteriore obbligo dell’INPS di corrispondere al ricorrente quanto dovuto in applicazione del predetto art. 6-bis, oltre accessori a far data dal momento di maturazione del diritto sino al soddisfo.

Giustizia amministrativa202500725

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: mancato ricalcolo dell’indennità di buonuscita mediante inclusione dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento del diritto ai benefici economici previsti dall’art. 6-bis, comma 2, del d.l. n. 387/1987 e del conseguente obbligo dell’INPS di rideterminare l’indennità di buonuscita includendo nella relativa base di calcolo i sei scatti stipendiali, con corresponsione delle somme dovute e degli accessori dal momento di maturazione del diritto. Nel corso del giudizio l’INPS ha documentato che la liquidazione era in fase di definizione, risultava già precalcolata e sarebbe stata posta in pagamento entro il mese di marzo 2026. Il ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con condanna dell’INPS alle spese sulla base della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che, alla luce della documentazione prodotta dall’INPS circa la definizione e il pagamento del dovuto, non residuasse una controversia attuale sulla domanda di ricalcolo. Il Collegio ha regolato le spese secondo il principio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell’INPS, in quanto l’attività amministrativa satisfattiva è intervenuta nel corso del giudizio. Le spese sono state liquidate in complessivi euro 800,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. n. 387/1987

    benefici economici consistenti nell’inclusione dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo dell’indennità di buonuscita

    La disposizione costituisce il fondamento del diritto azionato dal ricorrente alla rideterminazione dell’indennità di buonuscita.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale della pronuncia di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta una condotta integralmente satisfattiva della pretesa azionata, il giudice amministrativo dichiara cessata la materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione dell’interesse sostanziale dedotto in giudizio.
  • La cessazione della materia del contendere non impedisce la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe presumibilmente prevalso sulla domanda originaria.
  • Se l’amministrazione soddisfa la pretesa del ricorrente durante il processo, le spese possono essere poste a suo carico quando la condotta amministrativa sopravvenuta evidenzia la fondatezza della domanda e la necessità dell’iniziativa giudiziaria.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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