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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34016/2024 del 09/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Comes ha impugnato l'ordinanza di inammissibilità dell'appello sostenendo che la nomina del difensore di fiducia fosse valida nonostante l'autentica mancasse, perché la sottoscrizione dell'imputato era presente (anche se apposta nello spazio riservato all'autentica) e l'art. 96 cod.proc.pen. non richiede autenticazione. Cavina ha impugnato per presunta illogicità e contraddittorietà della motivazione sulla sua responsabilità (contestando di essere amministratore di fatto e intermediario), denunciando travisamento del contenuto di intercettazioni e chiedendo la revoca delle statuizioni civili per assenza di danno (in particolare rispetto al Consorzio Vino Chianti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso di Comes: la corte territoriale aveva equivocato la lettura dell'atto di nomina e, in diritto, l'art. 96 non richiede l'autenticazione della sottoscrizione dell'imputato; perciò l'appello di Comes non poteva essere dichiarato inammissibile per quella ragione. Tuttavia la Cassazione ha accertato che i reati sono estinti per prescrizione (termini calcolati fino al 12/02/2022) e ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Comes senza rinvio per gli effetti penali; ha rinviato, limitatamente alle statuizioni civili, al giudice civile competente per valore in grado d'appello (venuta meno l'attrazione dell'azione civile nel processo penale). Il ricorso di Cavina è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto che i motivi proposti attaccassero la valutazione di merito delle prove e non hanno formato censure di legittimità ammissibili; conseguentemente Cavina è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    Norma invocata come base per la dichiarazione di inammissibilità dell'appello da parte della Corte d'appello; la Cassazione ha valutato che la declaratoria era errata nel caso concreto.

  • art. 592 e art. 605, cod. proc. pen.

    Richiamati per la conferma della sentenza di primo grado e per le modalità di decisione impugnata; la Cassazione ha comunque annullato per motivi connessi alla nomina del difensore e alla prescrizione.

  • art. 96, comma 2, cod. proc. pen.

    Interpretato nella direzione che la nomina del difensore di fiducia può essere effettuata con semplice sottoscrizione dell'imputato/consegnata dal difensore e non richiede autenticazione della firma; pertanto la mancata autenticazione non inficia la validità della nomina.

  • art. 39 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per chiarire che l'autenticazione delle sottoscrizioni è prevista solo nei casi espressamente indicati dalla legge, non per qualsiasi atto consegnato all'Autorità giudiziaria.

  • art. 517‑quater, commi 1,2,3 e art. 474‑ter, comma 1, cod. pen.; artt. 81 comma 2, 110 cod. pen.

    Norme penali che definiscono il reato contestato (contraffazione/alterazione delle indicazioni di origine dei vini e concorso): la Cassazione non ha riesaminato nel merito la fondatezza delle prove relative a tali reati quando ha dichiarato inammissibile il ricorso di Cavina, mentre per Comes ha disposto l'annullamento per prescrizione senza riesaminare il fatto sostanziale.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato relativamente all'impossibilità di pronunciarsi con proscioglimento quando manca l'allegazione da parte dell'imputato di un interesse concreto e attuale al proscioglimento nel merito; perciò la Cassazione ha annullato senza rinvio per gli effetti penali e non ha pronunciato proscioglimento.

  • artt. 157-161 cod. pen. (prescrizione)

    Richiamati per il computo dei termini di prescrizione che hanno portato alla estinzione dei reati contestati a Comes.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente Cavina.

Massime di principio

  • La nomina del difensore di fiducia è valida se risulta la sottoscrizione dell'imputato; l'autentica della firma non è normalmente richiesta dall'art. 96 cod.proc.pen., quindi l'assenza di autenticazione non determina automaticamente l'inammissibilità dell'appello.
  • La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione del materiale probatorio: i motivi che propongono diversa valutazione dei fatti o della credibilità sono, di regola, inammissibili salvo vizi di motivazione manifesti, illogicità o travisamento decisivo della prova.
  • Il travisamento del contenuto di intercettazioni è sindacabile in Cassazione solo se la difformità è decisiva e incontestabile; l'onere di allegazione e documentazione della parte che denuncia il travisamento è elevato.
  • Quando la sentenza di condanna penale viene annullata per estinzione del reato per prescrizione, le statuizioni civili conseguenti possono essere sottratte alla cognizione del giudice penale e rinviate al giudice civile competente per valore (venuta meno l'attrazione dell'azione civile).
  • Non è possibile per la prima volta in Cassazione dedurre questioni civili non dedotte in appello: le doglianze nuove sono inammissibili.
  • La decisione sul pagamento di somme a Cassa delle Ammende può essere disposta anche in caso di ricorso dichiarato inammissibile, salvo assenza di colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità.

Testo integrale

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