Sentenza n. 1797/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del provvedimento di diniego del visto adottato dal Consolato Generale d'Italia a Casablanca in data 3 giugno 2025 e notificato il 5 giugno 2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato adottato dal Consolato Generale d'Italia a Casablanca
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato, motivato con riferimento alla brevità della pregressa esperienza professionale maturata a ridosso della domanda di visto. Ha dedotto, secondo quanto emerge dalla sentenza, la carenza di motivazione del provvedimento, ritenuta generica, stereotipata e non sufficientemente articolata in relazione alla specifica posizione dell'interessato e alla tutela dell'interesse pubblico alla gestione dei flussi migratori. In sede cautelare era stato disposto il riesame, ma l'Amministrazione non vi ha provveduto.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego del visto. Ha confermato quanto già rilevato in sede cautelare circa la sostanziale carenza di motivazione: il riferimento alla brevità dell'esperienza professionale, senza un'articolazione concreta e finalistica in rapporto alla tutela dell'interesse pubblico alla gestione dei flussi migratori e alle aspettative del richiedente, è stato giudicato generico e stereotipato. Il Collegio ha inoltre rilevato che l'Amministrazione non aveva eseguito il riesame disposto nella fase cautelare, circostanza valorizzata ai sensi dell'art. 64, comma 4, c.p.a. Le ulteriori censure sono state assorbite. Il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a.; le spese, liquidate in 1.000 euro oltre accessori, sono state poste a carico del Ministero.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando ne ricorrono i presupposti, previa interlocuzione con le parti.
art. 64, comma 4, c.p.a.
La mancata esecuzione da parte dell'Amministrazione del riesame disposto nella fase cautelare è stata valorizzata ai fini della decisione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito il fondamento, unitamente alla disciplina europea sulla protezione dei dati, dell'ordine di oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Il diniego di un visto per lavoro subordinato non può fondarsi su una motivazione generica e stereotipata relativa alla brevità dell'esperienza professionale pregressa; l'Amministrazione deve articolare le ragioni del diniego in modo concreto e funzionale rispetto alla tutela dell'interesse pubblico alla gestione dei flussi migratori e alla specifica posizione del richiedente.
- La mancata esecuzione del riesame disposto dal giudice amministrativo nella fase cautelare costituisce un elemento rilevante nella decisione di merito ai sensi dell'art. 64, comma 4, c.p.a.
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