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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45863/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, deducendo: 1) errore di fatto e vizio di motivazione nella sua ritenuta responsabilità per la distrazione patrimoniale, rilevando che la spa si era trasformata in fondazione il 29/01/2009 e che l'amministrazione era poi passata ad Antonio Belcore, il quale non era stato escusso come testimone; 2) carenza del dolo specifico per la bancarotta documentale e fatto che la contabilità era stata regolarmente tenuta fino al 2008 e consegnata al curatore; 3) illegittimo diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i primi due motivi come questioni di merito non sindacabili in Cassazione, avendo la Corte territoriale fornito un articolato e non manifestamente vizioso apparato motivazionale: le otto note di credito emesse mentre Petrone era amministratore, a favore di società riconducibili a lui, avevano determinato il definitivo depauperamento della fallita e costituiscono indici di fraudolenza ai fini della bancarotta patrimoniale; la trasformazione in fondazione, il trasferimento fittizio di sede e la sottrazione delle scritture completano il quadro del disegno decettivo, giustificando anche la condanna per bancarotta documentale (escludendo la fattispecie attenuata). La mancata escussione di Belcore non era decisiva e, proceduralmente, l'assenza di reclamo tempestivo sulle conseguenze della chiusura istruttoria escludeva la rilevanza della mancata escussione. Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è stato ritenuto congruamente motivato (precedenti penali). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • legge fallimentare, art. 216, comma 1, n. 1

    Disciplina la bancarotta fraudolenta per distrazione (patrimoniale). La Corte ha ritenuto sussistente l'elemento oggettivo e soggettivo sulla base di 'indici di fraudolenza' (trasferimenti a società riconducibili all'amministratore, note di credito ingiustificate, depauperamento del patrimonio).

  • legge fallimentare, art. 216, comma 1, n. 2 (prima ipotesi)

    Regola la bancarotta fraudolenta documentale. La Corte ha ritenuto provata la sottrazione/omissione delle scritture relative all'ultimo periodo di amministrazione con intento pregiudizievole verso i creditori, escludendo la configurazione della forma attenuata.

  • legge fallimentare, art. 217

    Prevede la fattispecie attenuata di bancarotta. La Corte ha escluso l'applicazione di tale norma, ritenendo provato il disegno fraudolento e il dolo necessario per l'ipotesi aggravata.

  • legge fallimentare, art. 219

    Prevede le circostanze aggravanti nella legge fallimentare. La Corte territoriale le aveva riconosciute e la Cassazione non ha ritenuto viziata tale valutazione.

  • codice penale, art. 62-bis

    Regola le circostanze attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche sulla base dei precedenti penali e della motivazione del giudice di merito.

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina i fatti né riformula valutazioni probatorie: i motivi che sono in realtà contestazione di valutazioni di fatto sono inammissibili.
  • Trasferimenti patrimoniali a favore di società riconducibili all'amministratore, emissione di note di credito prive di giustificazione e spostamento fittizio di sede sono 'indici di fraudolenza' idonei a fondare la responsabilità per bancarotta fraudolenta patrimoniale.
  • La sottrazione o l'omissione delle scritture contabili relative al periodo critico, unitamente al contesto fraudolento, può integrare la bancarotta documentale e escludere l'ipotesi attenuata.
  • La mancata escussione di un testimone invocato può non essere rilevante se la parte non ha eccepito tempestivamente la violazione connessa alla chiusura dell'istruttoria; la mancata impugnazione o eccezione in sede procedurale può comportare decadenza su quel profilo.
  • Per ottenere la concessione delle attenuanti generiche occorre fornire elementi che convincano il giudice di merito; il diniego motivato e non manifestamente illogico in base a precedenti penali è difficilmente sindacabile in Cassazione.
  • In casi di trasformazioni societarie e passaggi di patrimonio, chi vuole contestare la responsabilità dell'amministratore deve provare concretamente che il depauperamento è avvenuto dopo il suo periodo di gestione o per cause estranee alla sua volontà.

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