Sentenza del 21/10/2015 n. 21391 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato l'avviso di accertamento INVIM straordinaria relativo all'anno 1994, con cui l'Ufficio aveva aumentato il valore iniziale e finale dichiarato per un terreno edificabile. La ricorrente ha sostenuto: di aver definito la controversia mediante condono ai sensi della legge n. 289 del 2002; che il giudice avrebbe erroneamente ritenuto irrilevanti i pagamenti effettuati; che la CTR non avrebbe esaminato le eccezioni di prescrizione; e che avrebbe dovuto rilevare d'ufficio la decadenza dell'Amministrazione e la prescrizione del credito per il decorso del tempo.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. I primi due motivi sono stati dichiarati infondati per difetto di autosufficienza, perché la società non aveva riprodotto né allegato la documentazione necessaria a dimostrare che i pagamenti del condono riguardassero proprio la controversia. Anche i motivi sulla prescrizione sono stati respinti, poiché la ricorrente non aveva dimostrato di aver sollevato tempestivamente la questione nel giudizio di primo grado. L'ultimo motivo è stato ritenuto infondato perché non risultava provata l'omessa iscrizione a ruolo e, comunque, la decadenza dell'Amministrazione non era rilevabile d'ufficio e avrebbe dovuto essere eccepita tempestivamente in primo grado. Nessuna statuizione sulle spese, poiché l'Agenzia delle Entrate non si era costituita.
Norme richiamate
Art. 360, n. 3, c.p.c.
Disciplina il ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.
Art. 360, n. 4, c.p.c.
Consente di denunciare in cassazione la nullità della sentenza o del procedimento, compresa l'omessa pronuncia su una domanda o eccezione rilevante.
Art. 360, n. 5, c.p.c.
Riguarda il vizio di motivazione nei limiti previsti dalla legge.
Art. 112 c.p.c.
Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni ritualmente proposte; tuttavia, la relativa censura deve essere adeguatamente documentata nel ricorso per cassazione.
Art. 2697 c.c.
Stabilisce l'onere della prova: chi vuol far valere un diritto deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Nel caso concreto, la società doveva dimostrare il collegamento tra i pagamenti del condono e la controversia.
Legge n. 289 del 2002, art. 12
Prevede una forma di definizione agevolata dei carichi tributari; la sua applicazione alla specifica controversia deve essere dimostrata mediante documentazione idonea e riferibile al debito contestato.
D.P.R. n. 643 del 1972, art. 31
Norma richiamata in materia di INVIM e di termini relativi alla riscossione o all'accertamento dell'imposta.
D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 56, 76 e 78
Norme richiamate dalla ricorrente in tema di accertamento, decadenza e riscossione dell'imposta di registro; la Corte ha escluso che la decadenza potesse essere rilevata d'ufficio in appello, trattandosi di eccezione da proporre tempestivamente dalla parte.
Massime di principio
- Chi invoca un condono o una definizione agevolata deve produrre documenti specifici che colleghino senza ambiguità il pagamento alla controversia concreta; non è sufficiente dimostrare l'esistenza di pagamenti tributari generici.
- Nel giudizio di cassazione opera il principio di autosufficienza: la parte deve indicare e riprodurre gli atti e i documenti necessari a consentire il controllo della censura, senza costringere la Corte a ricercarli autonomamente nel fascicolo.
- Le eccezioni di prescrizione e decadenza devono essere sollevate tempestivamente davanti al giudice di merito e, se riproposte in appello, devono risultare chiaramente dagli atti processuali.
- La decadenza dell'Amministrazione finanziaria, quando non è rilevabile d'ufficio, non può essere introdotta per la prima volta in appello o fatta valere per la prima volta in cassazione.
- La mancata contestazione documentata delle conclusioni dell'Ufficio, inclusa la stima del valore del bene, può condurre alla conferma dell'accertamento quando la perizia amministrativa sia adeguatamente motivata.
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