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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9680/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la rideterminazione della pena inflitta con sentenza definitiva (GIP Tribunale di Bologna 9/5/2019, confermata in appello 6/7/2020), sostenendo che nella determinazione del quantum era stato operato un macroscopico errore materiale di calcolo relativo alla diminuzione prevista per il rito abbreviato (era stata applicata una diminuzione inferiore al terzo prevista dalla legge). La Corte territoriale aveva dichiarato la domanda inammissibile per formazione del giudicato (irrevocabilità della sentenza). Il ricorso per cassazione denunciava violazione di legge e vizio di motivazione, chiedendo che si riconoscesse la possibilità di correggere l'errore anche in sede di esecuzione perché trattavasi di pena "illegale" nel quantum per errore materiale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato il principio che, pur essendo l'incidente di esecuzione in generale precluso a far valere vizi del giudicato, sussiste un'eccezione quando si tratti di un palese e macroscopico errore materiale di calcolo che abbia determinato una pena illegale nel quantum. In tale ipotesi l'errore è emendabile anche nel corso dell'esecuzione. Sulla base di ciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza della Corte d'appello e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Bologna, in funzione di giudice dell'esecuzione, per il prosieguo nel contraddittorio delle parti.

Norme richiamate

  • art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    L'ordinanza impugnata era stata emessa dichiarando inammissibile la domanda ex art. 666/2; la Corte di cassazione ha però precisato che, pur sussistendo limiti all'intervento in sede esecutiva per vizi del giudicato, l'articolo non ostacola la correzione di un errore materiale macroscopico che abbia prodotto una pena illegale nel quantum

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme richiamate per i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha valutato e accolto la doglianza relativa all'errore materiale nel calcolo della diminuzione per il rito abbreviato

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente per i limiti di riproduzione del motivo in cassazione; rilevante solo per l'ammissibilità formale del motivo riprodotto

Massime di principio

  • L'incidente di esecuzione non può essere normalmente usato per rimettere in discussione il merito della sentenza o l'apparato argomentativo che ha portato alla condanna (cosa giudicata).
  • Eccezione: se è evidente un errore materiale e macroscopico di calcolo che abbia determinato una pena illegale nel quantum (es. applicazione di una diminuzione per il rito abbreviato diversa da quella prevista dalla legge), tale errore può essere corretto anche in sede di esecuzione.
  • Occorre distinguere tra: (a) illegittimità/illegalità della pena dovuta a mero errore materiale (emendabile in executivis) e (b) posizioni critiche sul ragionamento del giudice di merito o su valutazioni interpretative (che vanno impugnate nei rimedi ordinari e non sono deducibili in esecuzione).
  • Se si sospetta un errore aritmetico o di calcolo nella determinazione del quantum della pena, il condannato può proporre incidente di esecuzione per ottenere la correzione, anche se la sentenza è irrevocabile, purché l'errore sia palese e non fondato su contestazioni del merito.
  • In caso di accertamento della natura materiale dell'errore, il giudice dell'esecuzione deve procedere alla correzione e consentire il contraddittorio tra le parti; se la Corte territoriale errato dichiara inammissibile la domanda per giudicato, la decisione può essere cassata e gli atti rimessi al giudice dell'esecuzione per il relativo esame.

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