Cassazione Penale, Sentenza n. 4212/2023 del 01/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la condanna a 1 anno di reclusione e 800,00 euro di multa per il reato di cui all'art. 600 quater c.p. (detenzione di materiale pedopornografico). Il ricorso per cassazione articolava cinque motivi: (1) erronea qualificazione della condotta basata, a detta del ricorrente, su semplici tracce di navigazione verso siti (iMGSRC.ru e MEGA.nz) anziché su file effettivamente rinvenuti; il consulente del PM aveva infatti escluso file pedopornografici sui dispositivi locali; (2) le immagini allegate non costituirebbero materiale pedopornografico ma poche foto di nudo parziale; (3) violazione dell'art. 521 c.p.p. per difetto di correlazione tra contestazione (detenzione su account MEGA.nz) e accertamento (presunta detenzione su altri siti); (4) errata esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) nonostante la presunta occasionalità della condotta; (5) vizi nella determinazione della pena e nel diniego dei benefici della non menzione e della conversione in pena pecuniaria (arti. 133 e 175 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha confermato la ricostruzione dei giudici di merito secondo cui, pur in assenza di file pedopornografici sui dispositivi locali, nell'account MEGA.nz riferibile all'imputato (accessibile con credenziali fornite dallo stesso) risultavano archiviati circa 4.082 file di natura pedopornografica, tra cui 1.285 video con bambine di età compresa tra 3 e 14 anni. Le tracce di navigazione rilevate sono state ritenute elementi corroboranti della disponibilità e dell'utilizzo degli account a lui riferibili, non la causa esclusiva della condanna. La Corte ha inoltre confermato che la natura e l'età dei soggetti raffigurati sono apprezzamenti di fatto propri dei giudici di merito e che la quantità, il metodo di archiviazione e la sistematicità escludono l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità. Sono state confermate anche le valutazioni in ordine alla determinazione della pena e al diniego dei benefici proposti.
Norme richiamate
art. 600 quater cod. pen.
Norma delittuosa sulla detenzione di materiale pornografico realizzato con minori; la Corte ha interpretato la nozione di 'detenzione' come comprensiva anche della disponibilità di file archiviati in cloud accessibili mediante credenziali in uso all'imputato, non solo dei file conservati su dispositivi fisici in suo possesso
art. 600 septies cod. pen.
Norma sulla confisca di materiale pedopornografico; nella motivazione è richiamata per spiegare che il sequestro/accertamento dei file avrebbe comportato la confisca se i file fossero stati riscontrati sui dispositivi locali
art. 600 ter, comma 7 cod. pen.
Definizione normativa di pornografia minorile; la Corte ricorda che la qualificazione del materiale come pedopornografico e l'età dei soggetti raffigurati sono valutazioni di fatto demandate ai giudici di merito
Legge 23 dicembre 2021, n. 238 (modifica art. 600 quater)
Richiamata per chiarire che la punibilità per il solo accesso intenzionale a materiale pedopornografico è stata introdotta espressamente; tuttavia nel caso concreto la condanna si è basata sulla detenzione effettiva di file nell'account cloud
art. 521 cod. proc. pen.
Principio di correlazione tra contestazione e decisione; la Corte ha ritenuto che la sentenza sia conforme alla contestazione in quanto l'accertamento ha riguardato file nell'account MEGA.nz effettivamente riferibile all'imputato
art. 131-bis cod. pen.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha confermato l'esclusione della causa in presenza dell'elevato numero di file, della sistematicità e del metodo di archiviazione finalizzato a eludere controlli
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto legittime le valutazioni di merito dei giudici che hanno applicato una pena superiore al minimo edittale in ragione della gravità e reiterazione della condotta
art. 175 cod. pen.
Regime della conversione della pena detentiva in pena pecuniaria; la Corte ha ritenuto che la questione attiene a valutazioni di merito non sindacabili in cassazione, oltre a non essere stata dedotta in appello
Massime di principio
- La detenzione di materiale pedopornografico può ricomprendere file archiviati su servizi cloud se l'account è nella disponibilità esclusiva o comunque riconducibile all'imputato (es. accesso tramite sue credenziali).
- Le tracce di navigazione da sole non sono generalmente sufficienti per affermare la detenzione, ma possono costituire elemento corroborante se esistono file nel cloud riferibili all'imputato e prove di accesso/uso dell'account.
- L'assenza di file pedopornografici sui dispositivi fisici sequestrati non esclude la responsabilità se è dimostrata la disponibilità di materiale su archivi remoti collegati all'imputato.
- La qualificazione del contenuto (pornografico o meno) e l'età dei soggetti raffigurati sono apprezzamenti di fatto riservati ai giudici di merito e sindacabili in cassazione solo per vizio logico-giuridico della motivazione.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità non è applicabile quando vi sia ampia quantità di materiale, modalità organizzate di conservazione o elementi che indicano sistematicità ed elusione dei controlli.
- Le critiche alla misura della pena, al diniego di benefici (non menzione, conversione) e simili sono in gran parte valutazioni di merito e non sono normalmente rimesse alla cassazione salvo errori di diritto o vizi motivazionali rilevanti.
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