Sentenza n. 405/2026 - Pescara, Sezione 1
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della determina n.72252 del 22 luglio 2026, colla quale la Prefettura di Chieti sospendeva per 30 giorni l’autorizzazione n.78179 del 14 ottobre 2020, rilasciata per la gestione di un istituto di vigilanza, con fissazione dello stesso termine per la produzione del DURC, pena la valutazione circa l’emissione di un provvedimento di revoca, di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sospensione per trenta giorni dell'autorizzazione alla gestione di un istituto di vigilanza, con assegnazione del termine per la produzione del DURC e prospettazione della revoca
Esito
La controversia
Il titolare dell'istituto di vigilanza ha impugnato la determina prefettizia che sospendeva per trenta giorni l'autorizzazione all'esercizio dell'attività e gli assegnava il medesimo termine per produrre un DURC regolare, prospettando, in difetto, la valutazione di un provvedimento di revoca. Sono stati dedotti la violazione dell'art. 257-quater, commi 2 e 3, del R.D. n. 635/1940, degli artt. 3 e 4 del D.M. 30 gennaio 2015, degli artt. 1, 3, 4, 7 e 10 della l. n. 241/1990, dell'art. 97 Cost., dei principi di proporzionalità e gradualità, della tutela dell'affidamento e della buona fede, nonché eccesso di potere per difetto dei presupposti, difetto di istruttoria e motivazione, travisamento dei fatti, irragionevolezza, contraddittorietà e illogicità. Nel corso del giudizio l'INPS ha rilasciato un DURC regolare, dopo il pagamento della prima rata di una nuova dilazione dei debiti previdenziali; la parte ricorrente ha quindi chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR, ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha definito il giudizio in forma immediata nella camera di consiglio fissata per l'istanza cautelare, ritenendo completi il contraddittorio e l'istruttoria e sentite le parti. Considerato il rilascio in corso di causa del DURC regolare e la richiesta della stessa parte ricorrente, ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., senza esaminare nel merito i vizi dedotti contro la sospensione prefettizia. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione immediata del giudizio in camera di consiglio, quando il contraddittorio e l'istruttoria risultano completi e le parti sono sentite.
art. 34, comma 5, c.p.a.
È stato applicato per dichiarare la cessazione della materia del contendere a seguito del rilascio, in corso di causa, di un DURC regolare e della richiesta della parte ricorrente.
art. 257-quater, commi 2 e 3, R.D. n. 635/1940
Norma invocata dal ricorrente a sostegno dell'illegittimità della sospensione dell'autorizzazione di vigilanza; il giudice non ne ha esaminato il merito.
artt. 3 e 4 D.M. 30 gennaio 2015
Disposizioni invocate con riferimento alla regolarità contributiva; il giudice non ne ha esaminato il merito.
artt. 1, 3, 4, 7 e 10 l. n. 241/1990
Norme invocate per contestare l'azione amministrativa e il procedimento; il giudice non ne ha esaminato il merito.
art. 97 Cost.
Parametro costituzionale invocato dal ricorrente; il giudice non ne ha esaminato il merito.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, sopravviene un fatto idoneo a eliminare l'interesse concreto alla decisione e la parte ricorrente ne chiede la declaratoria, il giudice amministrativo può dichiarare cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro l'atto impugnato.
- La definizione immediata del giudizio ai sensi dell'art. 60 c.p.a. è possibile nella camera di consiglio cautelare quando il contraddittorio e l'istruttoria sono completi e le parti siano state sentite sulla decisione nel merito.
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