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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31415/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di mancata convalida dell'arresto per presunta configurazione del reato di evasione (art. 385 cod. pen.). Il ricorrente deduce la violazione di legge perché il Tribunale avrebbe erroneamente escluso l'evasione nonostante l'indagato fosse stato trovato a pochi metri dal portone della sua abitazione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale, sebbene in modo sintetico, abbia correttamente escluso la configurabilità del reato: dall'istruttoria emerge che l'operante dichiarò che l'indagato si trovava a pochi metri dal portone al momento dell'arrivo e che l'intervento fu richiesto dallo stesso indagato dopo essere stato cacciato dall'abitazione a seguito di un diverbio con la fidanzata. Alla luce di tali circostanze è mancata la prova dell'elemento soggettivo (la volontà di sottrarsi alla misura), con conseguente esclusione dell'evasione.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Il reato di evasione richiede la sussistenza dell'elemento materiale e dell'elemento soggettivo; nel caso concreto la Corte ha ritenuto che l'elemento soggettivo non risultasse provato, giustificando l'esclusione dell'illecito.

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 6, n. 28118 del 09/06/2015 (Rv. 263977)

    Sez. 6, n. 28118 del 09/06/2015

    Secondo tale giurisprudenza, la maggiore o minore durata e la maggiore o minore distanza dall'abitazione non sono di per sé determinanti per l'elemento materiale dell'evasione; occorre però sempre valutare complessivamente gli elementi fattuali e l'elemento soggettivo.

Massime di principio

  • La configurabilità dell'evasione non dipende automaticamente dalla distanza percorsa o dalla brevità del tempo di allontanamento: è necessario accertare anche l'elemento soggettivo (la volontà di sottrarsi alla misura).
  • Se l'indagato è stato trovato nei pressi dell'abitazione e risulta che è stato allontanato dalla stessa o ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine, tali circostanze possono essere interpretate come indice di mancanza di volontà di evasione.
  • La valutazione compete al giudice di merito e deve fondarsi sulle dichiarazioni degli operanti e sul verbale di arresto: la Cassazione verifica la correttezza giuridica della motivazione ma non sostituisce le risultanze di fatto non manifestamente contraddittorie.
  • In casi simili è necessario documentare attentamente le circostanze materiali e soggettive: per contestare efficacemente la decisione di mancata convalida, il ricorrente deve dimostrare che la valutazione del giudice di merito sia irragionevole o contraria alla normativa vigente.
  • Quando manca prova dell'elemento soggettivo a carico dell'indagato, la tutela della libertà personale prevale e l'ipotesi di evasione deve essere esclusa.

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