Cassazione Penale, Sentenza n. 33591/2026 del 15/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)
La controversia
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria aveva annullato il decreto del pubblico ministero di convalida del sequestro probatorio e disposto la restituzione dei beni all'avente diritto, ritenendo carente la motivazione sulle esigenze probatorie. Il pubblico ministero ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, deducendo violazione di legge e vizio di manifesta contraddittorietà e illogicità della motivazione. Ha sostenuto che il decreto di convalida, richiamando per relationem i verbali dei sequestri d'urgenza eseguiti dalla polizia giudiziaria e la delega d'indagine trasmessa alla stessa polizia giudiziaria, consentiva di individuare il reato ipotizzato, il rapporto di pertinenzialità tra i beni sequestrati e il fatto e le finalità probatorie del vincolo. Il sequestro riguardava un veicolo e la relativa carta di circolazione; nei verbali erano indicate la manomissione del numero di telaio e la presumibile contraffazione della carta di circolazione. La delega disponeva accertamenti, con le forme e garanzie dell'art. 360 c.p.p., finalizzati a rilevare gli indici di contraffazione. Il ricorrente ha inoltre dedotto che tali atti erano conoscibili dalle parti, essendo stati depositati nell'ambito dell'istanza di riesame.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso e ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata. Ha precisato che, in materia di sequestro probatorio, il ricorso è ammesso per violazione di legge, comprendente anche i vizi motivazionali radicali equivalenti a una motivazione apparente. Nel caso concreto, il decreto di convalida non era privo di motivazione: mediante il richiamo per relationem al verbale di sequestro e alla delega d'indagine consentiva di conoscere gli estremi dei reati ipotizzati, il rapporto tra il veicolo e la carta di circolazione sequestrati e il fatto-reato, nonché la finalità probatoria del vincolo. La delega d'indagine era inoltre divenuta ostensibile all'indagato in seguito alla richiesta di riesame e al deposito degli atti. Poiché il Tribunale aveva fondato l'annullamento esclusivamente sull'asserita carenza motivazionale, senza esaminare le ulteriori doglianze relative al fumus commissi delicti e alle esigenze probatorie, la Corte ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Reggio Calabria, in diversa composizione.
Norme richiamate
art. 648-bis c.p.
Il titolo di reato indicato nel decreto di convalida contribuisce a individuare il fatto per cui si procede.
art. 477 c.p.
Il titolo di reato indicato nel decreto di convalida contribuisce a individuare il fatto per cui si procede.
art. 483 c.p.
Il titolo di reato indicato nel decreto di convalida contribuisce a individuare il fatto per cui si procede.
art. 360 c.p.p.
La delega d'indagine richiamata nel provvedimento prevedeva accertamenti con le forme e le garanzie degli accertamenti tecnici non ripetibili.
art. 324 c.p.p.
Il procedimento di riesame ha reso ostensibili all'indagato gli atti richiamati per relationem nel provvedimento di convalida.
art. 355 c.p.p.
La disciplina della convalida del sequestro probatorio richiede una motivazione sulle finalità probatorie del vincolo.
Massime di principio
- Il decreto di sequestro probatorio e il decreto di convalida devono indicare, anche concisamente, la finalità perseguita per l'accertamento dei fatti; tale motivazione può risultare anche mediante richiamo ad altri atti del procedimento.
- La motivazione per relationem di un provvedimento è legittima quando richiama un atto legittimo e congruamente motivato, dimostra l'effettiva conoscenza e condivisione delle ragioni dell'atto richiamato e l'atto sia conosciuto o comunque ostensibile all'interessato al momento dell'esercizio delle facoltà di valutazione e impugnazione.
- Il decreto di convalida del sequestro probatorio non deve contenere la completa formulazione di un capo d'imputazione, potendo fare riferimento al titolo del reato e agli atti redatti dalla polizia giudiziaria, purché siano comprensibili il fatto ipotizzato, il rapporto di pertinenzialità dei beni e la finalità probatoria.
- In sede di ricorso per cassazione contro un'ordinanza in materia di sequestro probatorio, la violazione di legge comprende i vizi motivazionali radicali, quali la motivazione apparente o talmente incoerente, incompleta o irragionevole da non rendere comprensibile l'iter logico seguito dal giudice.
- Quando il giudice del riesame annulla il provvedimento di convalida per un'erronea ritenuta carenza motivazionale e non esamina gli ulteriori motivi relativi al fumus commissi delicti o alle esigenze probatorie, l'annullamento deve essere disposto con rinvio per il nuovo esame delle censure non affrontate.
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