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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33557/2026 del 15/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel contesto di un'indagine su un gruppo criminale operante nel traffico di cocaina, all'indagato erano contestati la partecipazione a un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e più episodi di acquisto di cocaina, oltre a una distinta operazione di importazione e trasporto di un ingente quantitativo. Il giudice per le indagini preliminari aveva ravvisato gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari; il Tribunale del riesame aveva dichiarato inammissibile il riesame quanto alla condotta di importazione, per effetto della declaratoria di incompetenza territoriale e della successiva emissione della misura da parte dell'autorità competente, confermando nel resto l'ordinanza. Con il primo motivo, la difesa ha dedotto la violazione di legge sostenendo che la condotta di trasporto fosse assorbita nell'importazione del medesimo stupefacente, con conseguente duplicazione dell'imputazione. Con il secondo motivo ha contestato la gravità indiziaria relativa alla partecipazione associativa, sostenendo che gli acquisti contestati dimostrassero, al più, un concorso nei reati-fine e che la stabile disponibilità dell'indagato fosse cessata con l'operazione autonoma di importazione, sicché la sua partecipazione avrebbe dovuto essere temporalmente limitata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ha ritenuto corretta la distinzione tra importazione e trasporto, poiché le condotte risultavano autonome sul piano oggettivo, soggettivo e temporale: riguardavano quantitativi diversi, soggetti in parte differenti ed erano state commesse in giorni diversi. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivata la valutazione dei gravi indizi di partecipazione all'associazione, desunti dalla continuità e regolarità delle forniture, dalla loro rilevanza quantitativa ed economica, dai rapporti con gli esponenti apicali, dai crediti maturati e dalle conversazioni che evidenziavano un accordo stabile e il disappunto del sodalizio per l'operazione autonoma realizzata dall'indagato.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Le diverse condotte tipiche relative alla medesima sostanza sono assorbite in un unico reato quando costituiscono un'unica operazione, sono contestuali o senza apprezzabile soluzione di continuità e perseguono un unico fine; quando sono autonome sul piano ontologico, cronologico, psicologico e funzionale, integrano distinti reati.

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    associazione finalizzata al traffico di stupefacenti

    La partecipazione può essere desunta dal mutamento del rapporto tra fornitore e acquirente in un vincolo stabile di partecipazione, purché la relazione presenti continuità, stabilità, modalità di esplicazione e rilevanza quantitativa ed economica tali da rendere prevedibile un effetto destabilizzante sull'associazione in caso di interruzione, e sia provata la coscienza e volontà di contribuire al sodalizio.

  • art. 9, comma 3, cod. proc. pen.

    criterio suppletivo di competenza territoriale

    È applicabile quando la condotta di trasporto, autonoma rispetto all'importazione, si radica territorialmente in un diverso ambito e non è assorbita nella precedente condotta.

  • art. 27 cod. proc. pen.

    emissione della misura cautelare da parte dell'autorità giudiziaria competente

    A seguito della declaratoria di incompetenza territoriale, la misura cautelare può essere emessa dall'autorità giudiziaria territorialmente competente.

  • art. 591, lett. a), cod. proc. pen.

    È stato richiamato dal Tribunale del riesame per dichiarare l'inammissibilità del riesame relativamente alla condotta di importazione.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per gli adempimenti spettanti alla cancelleria successivamente alla decisione.

Massime di principio

  • In materia di stupefacenti, le condotte previste dall'art. 73 d.P.R. 309/1990 sono assorbite in un unico reato soltanto quando costituiscono manifestazione di un'unica operazione relativa alla medesima sostanza, realizzata contestualmente o senza apprezzabile soluzione di continuità e in funzione di un unico fine.
  • Quando importazione, trasporto, detenzione, vendita o cessione della sostanza stupefacente sono autonome sul piano oggettivo, soggettivo, cronologico, psicologico o funzionale, ciascuna condotta integra un distinto reato, eventualmente unificabile soltanto dal vincolo della continuazione.
  • La stabile partecipazione a un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti non può essere desunta dalla sola reiterazione dei rapporti di fornitura: occorre verificare se, per continuità, stabilità, modalità di svolgimento e rilevanza quantitativa ed economica, il rapporto tra fornitore e acquirente abbia assunto la natura di un contributo organizzato e indispensabile o destabilizzante per l'operatività del sodalizio, nonché se sussista la coscienza e volontà di farne parte e di contribuire alla realizzazione dei suoi scopi.
  • La valutazione della gravità indiziaria della partecipazione associativa è adeguatamente motivata quando considera unitariamente la regolarità delle forniture, la loro entità, i rapporti con gli esponenti apicali, la rilevanza dei crediti e le comunicazioni dalle quali emerga l'esistenza di un accordo stabile e non di meri rapporti occasionali.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCompetenzaCustodia cautelareEsigenze cautelari
RamiStupefacentiProcesso penaleMisure cautelari
SottomaterieAssociazione finalizzata al traffico
IstitutiConcorso di personeContinuazioneOnere della prova

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