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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8412/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha revocato la sospensione condizionale della pena concessa con sentenza di condanna del 28/04/2010, divenuta irrevocabile il 23/09/2016. La revoca era stata disposta ex art. 165 cod. pen. per mancato adempimento dell'obbligo di pagamento della provvisionale di 10.000 euro. La ricorrente ha dedotto che l'inadempimento non era volontario ma dovuto all'impossibilita economica, documentata con le dichiarazioni dei redditi (redditi lordi annui circa 6.500-6.600 euro) e alla presenza di un canone di affitto di 400 euro mensili; inoltre ha contestato un vizio di motivazione relativo al presunto termine di cinque mesi indicato nell'ordinanza, sostenendo che la sentenza di cognizione non fissava alcun termine e che, quindi, l'ordinanza avrebbe travisato le prove.

La decisione

Il ricorso e stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi: ha richiamato la giurisprudenza di Sez. U., n. 37503 del 23/06/2022 (Liguori) secondo cui, quando la sospensione condizionale e subordinata al pagamento di somme a titolo di risarcimento o provvisionale, il termine per l'adempimento, se non fissato in sentenza, decorre dal passaggio in giudicato e la durata coincide con i termini previsti dall'art. 163 cod. pen. (qui i cinque anni, con scadenza del termine il 23/09/2021). La Corte ha inoltre rilevato che l'ordinanza ha valutato l'esigibilita della prestazione e che la ricorrente non si era mai attivata, nel periodo utile, per pagare o chiedere una dilazione; tale inerzia esclude la riconoscibilita dell'inesigibilita per cause non volontarie. Il riferimento a 'cinque mesi' nell'ordinanza e stato qualificato come refuso, privo di incidenza sulla decisione. Conseguentemente il ricorso e stato rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 165 cod. pen.

    La sospensione condizionale della pena puo essere subordinata a obblighi tassativi; il pagamento della provvisionale e considerato esecutivo ex lege. Richiamata la giurisprudenza che interpreta il termine per l'adempimento come decorrente dal passaggio in giudicato della sentenza quando il termine non e indicato.

  • art. 163 cod. pen.

    Fissa la durata degli obblighi accessori (due o cinque anni). In mancanza di indicazione nella sentenza, la durata applicabile e quella prevista da questo articolo (qui: cinque anni).

  • art. 616 comma 1 cod. proc. pen.

    Predispone la condanna alle spese del procedimento in caso di decisione di rigetto del ricorso; la Corte lo applica per addebitare le spese alla ricorrente.

Massime di principio

  • Quando la sospensione condizionale e subordinata al pagamento di una somma, il termine per adempiere, se non indicato in sentenza, decorre dal passaggio in giudicato e la sua durata e determinata dall'art. 163 cod. pen. (di norma cinque o due anni).
  • La mera situazione di basso reddito non basta a escludere la revoca: il condannato deve dimostrare di essersi attivato in modo concreto (pagamenti parziali, richiesta di dilazione o altre iniziative) per far valere l'inesigibilita.
  • L'inerzia del condannato nel periodo in cui avrebbe potuto adempiere e considerata elemento sintomatico di volontarieta e puo giustificare la revoca della sospensione.
  • Errori formali o refusi nell'ordinanza (es. indicazione di 'cinque mesi' invece di 'cinque anni') non invalideranno la decisione se il percorso motivazionale e coerente e il termine corretto risulta dal contesto.
  • Onere probatorio: pesa sul condannato la prova dell'impossibilita oggettiva di adempiere e della tempestiva richiesta di misure alternative (dilazione), al fine di evitare la revoca.

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