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Sentenza

Sentenza del 02/01/2020 n. 1 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione, da parte del Comune, della sentenza n. 380/05/2016 della CTP di Treviso che aveva parzialmente accolto il ricorso di Centro *** s.r.l. contro avvisi di accertamento ICI per gli anni 2011-2014, relativi alla qualificazione e alla valutazione di un'area (ZTO D4). La CTP aveva escluso la natura agricola dell'area, qualificandola edificabile, ma aveva rideterminato il valore a €30,00/mq (anziché €50,00/mq indicati dal Comune) tenendo conto della parte da cedere al Comune, delle opere di urbanizzazione necessarie e della crisi di mercato. Il Comune impugnava la riduzione a €30, contestando la motivazione e la compensazione delle spese; produceva inoltre transazioni a €40-50/mq. Centro *** resisteva e proponeva appello incidentale, eccependo l'inammissibilità dell'appello del Comune e sostenendo che l'area fosse terreno agricolo locato a imprenditore agricolo, non area edificabile; censurava inoltre la motivazione sul valore e altre omissioni procedurali.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello del Comune e l'appello incidentale di Centro ***, confermando la sentenza della CTP di Treviso. Ha ritenuto corretta la qualificazione urbanistica dell'area come edificabile (PRG, ZTO D4) e legittimo l'accertamento comunale del valore venale. Tuttavia, alla luce degli oneri a carico del proprietario (cedimenti gratuiti di aree per verde, parcheggi, spazi di manovra), delle necessarie opere di urbanizzazione primaria e secondaria e della perdurante crisi di mercato, la CTR ha giudicato ragionevole la riduzione del valore a €30,00/mq decisa in primo grado. Ha inoltre dichiarato ammissibile l'appello del Comune (ossia non ha accolto l'eccezione di inammissibilità) e rigettato le ulteriori censure procedurali. Le spese di lite sono compensate per reciproca soccombenza e per la natura prevalentemente fattuale della controversia.

Norme richiamate

  • D.lvo 546/92

    L'art. 53 è stato evocato in relazione ai requisiti di ammissibilità dell'atto di appello; la CTR ha ritenuto che l'atto contenga sufficienti ragioni giuridiche di critica alla sentenza di primo grado e pertanto è ammissibile.

  • D.lvo 446/97

    Gli artt. indicati stabiliscono che per le aree fabbricabili il valore è il valore venale in comune commercio; la determinazione seguita dal Comune e la verifica giudiziale devono mirare a ricostruire tale valore tenendo conto degli elementi di fatto e delle regole regolamentari comunali.

  • Regolamento ICI del Comune di Casale sul Sile

    delibera G.C. n. 50 del 13.5.2010

    Il regolamento comunale individua parametri/valori per il comparto ZTO D4 (valore indicato €50/mq). La CTR conferma che il Comune può rettificare dichiarazioni di valore inferiori al valore regolamentare, ma il giudice può comunque valutare e ridurre tale benchmark in presenza di elementi concreti che ne giustifichino l'adeguamento.

  • P.R.G. (strumento urbanistico comunale)

    La qualificazione urbanistica vigente (PRG, ZTO D4) determina la natura edificabile dell'area: la destinazione urbanistica prevale sulla mera conduzione agricola ai fini della qualificazione fiscale dell'immobile.

  • Giurisprudenza di legittimità

    Riferimento a principio consolidato che il Comune può rettificare dichiarazioni di valore considerate inferiori al valore venale; la CTR ha citato la massima per sostenere il potere di controllo comunale sul valore dichiarato.

Massime di principio

  • La qualificazione dell'area ai fini tributari segue la destinazione urbanistica risultante dagli strumenti urbanistici (PRG/Zonizzazione) e prevale sulla mera conduzione o locazione agricola.
  • Il valore imponibile delle aree edificabili è il valore venale in comune commercio; il Comune può fissare valori parametrici/regolamentari e rettificare dichiarazioni sottostimate, ma il giudice può modificare tali parametri alla luce di elementi di fatto (oneri di cessione, opere di urbanizzazione, crisi di mercato, comparabili di transazione).
  • Riduzioni del valore comunemente stabilito possono essere giustificate e confermate se emergono circostanze concrete che ne riducono il mercato (ad es. porzioni da cedere gratuitamente, costi di urbanizzazione, crisi di mercato, transazioni a valori inferiori).
  • Ai fini processuali, l'appello deve contenere motivi di critica alla decisione impugnata; tuttavia non è inammissibile se espone adeguate ragioni giuridiche di contrasto, anche se non esaustive. L'eccezione di inammissibilità va valutata caso per caso.
  • La documentazione di transazioni comparabili prodotta dal Comune può sostenere la tesi di un valore più elevato, ma non impedisce al giudice di bilanciare tale prova con elementi ostativi (oneri e condizioni reali dell'area).
  • Le spese di lite possono essere compensate quando la soccombenza è reciproca e la questione è caratterizzata da rilevanti profili di fatto, rendendo equo non gravare totalmente una delle parti.

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